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FERRARA / PALAZZO DEI DIAMANTI

Le atmosfere italiane di Turner
Non più vedute, ma visioni d'artista

Montagne, tramonti, mari e rovine antiche a testimoniare l’amore per il nostro Paese. La rivoluzione dell'artista inglese ha travalicato secoli e accademie per approdare alla dissoluzione completa della cifra stilistica. Fino al 22 febbraio

                                                                     di Natalia Encolpio

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Roma moderna di William Turner (foto Antonia Reeve) Ferrara, 17 novembre 2008 - L’alchimia dell’arte è saper annullare il tempo. E così accade di perdersi tra i paesaggi di Turner in mostra a Ferrrara e naufragare in un informale ante litteram datato 1800. Venezia si trasforma in un fantastico gioco di colori e luci, di forme che annegano nei cieli e nell’acqua, di atmosfere che diventano sempre più rarefatte.

 

Scompare la veduta e per il pittore diventa fondamentale la visione. La realtà è quasi un pretesto, un’occasione per penetrare il reale e per ricrearlo nell’atto pittorico. Non più osservazione del mondo ma capacità di ri-creare l’universo. E’ questa la rivoluzione che Turner porta avanti fino alle sue ultime tele che travalicano secoli e accademie per approdare alla dissoluzione completa della cifra stilistica. Una novità che nasce all’interno della classicità, delle regole della 'buona pittura' come testimonia il ricco percorso allestito dalla mostra curata da James Hamilton, organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con la National Gallery of Scotland di Edimburgo, ed ospitata a Palazzo dei Diamanti.

 

Montagne, laghi, tramonti, mari e rovine antiche popolano le opere esposte a testimoniare l’amore e la passione dell’artista inglese per il nostro Paese. Schizzi, acquerelli presi come appunti di viaggio che servono a Turner per fermare la visione (e l’impressione dei luoghi) e che verranno riutilizzati nel corso deglli anni come 'foto' da cui partire per la realizzazione di nuove opere. E sono le atmosfere italiane con la loro luce calda a soggiogare Turner. E’ Roma con la maestà delle rovine e il cielo impastato del rosa e del bianco delle antiche pietre. O il tramonto rosso e caldo di Napoli che incombre sul Vesuvio e sul Golfo. O la natura aspra della Valle d’Aosta o delle Alpi con le rupi a picco e gli scorci pietrosi.

 

Gli occhi di Turner scrutano attenti e il suo cuore reagisce all’incanto che gli si rivela davanti in un attimo di luce, in un barbaglio di sole. E sala dopo sala la visione si anima di personaggi e si diversifica: l’impostazione è ancora quella classica ma lo sfondo si anima di luce. La materia pittorica è stesa in maniera composta, rispettando i canoni di fine ’800, ma negli sfondi comincia a sfilacciarsi, a diradarsi, a creare effetti luminosi. E nel finale la rivoluzione è compiuta. Di Roma resta la poesia dell’incanto dei Fori e della luce calda che li accende. E Venezia è un baluginare di colori, è una festa di forme che giocano con la luce e con l’acqua. Per risorgere immortali: non più veduta ma visione d’artista. Anzi sogni di un genio.

 

TURNER E L’ITALIA
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Dal 16 novembre 2008 al 22 febbraio 2009
Orario: aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00;
Aperto anche: il 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio
Ingresso: intero € 10.00, ridotto € 8.00, scuole € 4.00.
Catalogo edito da Ferrara Arte Editore
Call Center Ferrara Mostre e Musei: tel. 0532.244949, fax 0532.203064,
e-mail: diamanti@comune.fe.it, WS: www.palazzodiamanti.it

Natalia Encolpio










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