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ROMA / GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA

Giorgio De Chirico e il Museo
Metafisica come mistero della pittura

Circa cento tra dipinti e disegni, divisi in sei sezioni tematiche. Le opere selezionate per presentare l'artista nel trentennale della morte sono quelle che lui stesso aveva scelto di conservare. In mostra fino al 25 gennaio

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Roma, 19 novembre 2008 - A trent’anni dalla scomparsa di Giorgio De Chirico, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea (Gnam) di Roma, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa De Chirico, dedica all’artista la mostra dal titolo ‘De Chirico e il Museo’. L’esposizione  viene inaugurata mercoledì 19 novembre e resterà esposta fino al 25 gennaio. Giovedì alle 11.30 nella chiesa di Santa Maria delle Fratte ci sarà una messa per celebrare la ricorrenza della morte.

 

“E’ il più grande artista del ventesimo secolo - ha detto Paolo Picozza, presidente della Fondazione De Chirico - io lo ritengo uguale a Picasso ma con qualche accento in più”. Le opere scelte per presentare De Chirico e il suo rapporto con il museo sono quelle che l’artista stesso aveva scelto di conservare. ”Non si può dire che questa è la mostra ideale di De Chirico - è intervenuto Maurizio Calvesi, autore di uno dei saggi contenuti nel catalogo che accompagna l’esposizione - per esserlo dovrebbe comprendere tutto il versante metafisico, dagli anni ‘10 in poi. Ma questa mostra dà un’immagine completa di De Chirico proprio perché la parte metafisica è integrata con quella del museo”.

 

Circa cento tra dipinti e disegni, divisi in sei sezioni tematiche, compongono l’esposizione: ‘Mitologia e archeologia’, ‘I d’après dai grandi maestri’, ‘La grande pittura’, ‘Da Rubens’, ‘La Neometafisica’ e ‘Opere su carta’. De Chirico è stato un’artista che la critica non ha mai apprezzato completamente. “De Chirico è la prova vivente - ha commentato Giovanna dalla Chiesa, autrice di un altro saggio contenuto nel catalogo - di come il genio dell’artista sopravviva a qualsiasi tipo di faida politica e mercantile. La sua sorte è frutto del grande provincialismo dell’Italia negli anni ‘30, ma anche dell’influenza del cubismo nei mercanti francesi, che poi passarono tutti a sostenere il surrealismo. De Chirico è stato combattuto soprattutto per questo”.

 

La mostra parte idealmente dal 1919. “In quell’anno - ha spiegato Mario Ursino, curatore dell’esposizione - De Chirico visita la Galleria d’arte moderna e scrive un articolo di fuoco in cui ha parole negative per gli artisti e per il museo. Contemporaneamente in quell’anno aveva visitato la Galleria Borghese e aveva ammirato un quadro di Tiziano rimanendone colpito. Il mistero della metafisica non è altro che il mistero della pittura, della tecnica”.










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