Una importante raccolta di 229 dipinti e 108 disegni, databili dal XVI secolo a tutto il Novecento, fra cui nomi di spicco del panorama italiano e internazionale. La collezione donata allo Stato da Girolamo e Rosaria Devanna ha trovato spazio espositivo nel cinquecentesco Palazzo Sylos Calò
Bitonto (Bari), 8 aprile 2009 - Nel luglio 2004 è stata donata allo Stato, per il tramite del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, una importante raccolta di 229 dipinti e 108 disegni, databili dal XVI secolo a tutto il Novecento, nucleo significativo di una singolare collezione formata in anni di appassionata ricerca da Girolamo e Rosaria Devanna di Bitonto. Il loro desiderio era la fruizione pienamente pubblica del bene senza sacrificarne il legame col territorio e la città di origine. Il 18 aprile, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici e la Soprintendenza BSAE della Puglia, destinataria finale della donazione, inaugurano la prima Galleria Nazionale della Puglia dedicata all’arte moderna e contemporanea. La prestigiosa galleria aprirà i battenti presso il cinquecentesco Palazzo Sylos Calò.
L’importanza del nascente Museo è nella peculiarità del suo patrimonio che, per la forte presenza di artisti stranieri, si configura come offerta culturale eccentrica, nuova e stimolante rispetto ai tradizionali percorsi d’arte della maggior parte dei Musei storici italiani, in forte e quasi esclusiva connessione al territorio di appartenenza. Di grande interesse è la presenza di bozzetti e studi preparatori, di copie e repliche, peculiari di una raccolta di formazione recente e rinveniente tutta dal mercato antiquario e che, specie per i soggetti religiosi della grande pittura controriformata, costituiscono preziosi veicoli di conoscenza e di approfondimenti per la storia dell’arte. Prezioso il corpus di disegni che comprende inchiostri, pastelli, carboncini, matite, sanguigne, acquerelli su carta o su pergamena, di artisti italiani ed europei, databili tra XVI e primi del XX secolo. Gli studi critici già editi, la schedatura, gli interventi sulla guida breve stanno a dar conto della estrema varietà e della complessità del patrimonio che si presenta allo stato attuale delle conoscenze. Nel contempo si intendono sollecitare e progettare nuove riflessioni e contributi, allargati a più studiosi e specialisti, che affrontino in maniera sistematica le molteplici questioni ancora aperte relativamente a problematiche attributive, a soggetti iconografici non individuati, a cronologie ed ambiti culturali in attesa di più certa definizione.
Il progetto di ordinamento museale ha tentato di preservare la percezione ed il senso di patrimonio di collezione privata della raccolta, cercando far emergere il filo conduttore che negli anni ha suggerito ai donatori gli acquisti, gli scambi, le scoperte. Il percorso è stato articolato in cinque sezioni, dal Cinquecento al Novecento, accoglie circa 170 dipinti secondo un criterio prevalentemente cronologico, ma in ragione anche dei contesti cui pertengono le singole opere. Fuori percorso si presenta un delizioso frammentino di pittura su tavola con una Testa di santa, pervenuto in donazione con una attribuzione orale di Federico Zeri al pittore trecentesco Giovanni da Rimini ma, nella qualità sinuosa della linea, più moderna dell’arcaico giottismo di Giovanni, a sottolineare, comunque, la fortuna in ambito collezionistico dei Primitivi italiani.
Il Cinquecento è rappresentato da artisti tra cui spiccano Il Veronese, El Greco e Giovan Filippo Criscuolo. Apre il secolo un piccolo gruppo di icone di pittori cretesi da riconnettere a quel fenomeno di circolarità di manufatti e di maestranze dopo la caduta di Costantinopoli in mano turca nel 1453 e la diaspora di pittori nell'Egeo, ma il corpus di opere del secolo si spinge anche verso centro-settentrione e Oltralpe a cominciare dal ritratto di San Carlo Borromeo di Giovanni Antonio Figino al San Giovanni Battista del fiammingo Jan Soens. La collezione inoltre presenta qualche bell’esempio di pittura veneta con un Ritratto di gentiluomo, che per l’altissima qualità rinvia allo splendido capitolo della ritrattistica di ambito tizianesco, e l’Ecce Homo di Leonardo Corona.
Ben rappresentati sono i due secoli d’oro della grande pittura barocca del Seicento e Settecento. Oltre Artemisia ed Orazio Gentileschi, Beinaschi, Lanfranco, citiamo la bella tavola con Cristo Deriso attribuita a Bernardino Mei, gli studi preparatori e i bozzetti come il modello per la pala del Martirio di sant’Erasmo di Poussin per San Pietro, il Martirio di san Lorenzo di Le Sueur per la grande pala già nella chiesa di Saint-Germain L’Auxerrois a Parigi, oggi in collezione Buccleuch e Qeensbury, San Pietro liberato dal carcere di Vouet, di un originale perduto cui è affiancata la più tarda versione di Chrestien, la Visita di sant’Antonio abate a san Paolo Eremita di Francesco Fracanzano. Ancora i ritratti, di Baglione, Miel, Voet, e quello atrtribuito a Velasquez, le nature morte, le scene mitologiche. Per il Settecento insieme alla grande scuola napoletana, rappresentata, tra agli altri, da De Matteis, De Mura, Falciatore, Giaquinto, Giacinto Diano e Sebastiano Conca, sono presenti D’Anna e Mariano Rossi, Narici con il bozzetto per la pala di Marcianise, Batoni, Milani con lo studio per La morte di Oza. Singolare è l’apertura alla grande cultura europea, con Melendez e Lorenzo Tiepolo, Fussli, Hamilton, Gros, Delacroix, von Lenbach, Winterhalter.
Altrettanto singolare è il nucleo di pitture tra Otto e Novecento ove pure - accanto a dipinti francesi, tedeschi, inglesi e danesi - spicca un cospicuo numero di opere italiane di ambito essenzialmente meridionale, con particolare riguardo agli artisti napoletani e pugliesi, settore quest’ultimo che solo da pochi decenni riceve finalmente le dovute attenzioni dalla critica: da Gioacchino Toma a Giuseppe De Nittis, da Domenico Morelli a Giuseppe Casciaro a Francesco Netti, da Federico Rossano a Francesco Speranza, da Salvatore Fergola a Michele Cammarano, a Mancinelli, infine i numerosissimi disegni. Relativamente all’arte contemporanea, accanto ad alcuni rappresentanti delle avanguardie storiche, Bernard, De Carolis, Sartorio, Marasco, sono da registrare le singolari presenze di Joseph Stella e Beatrice Wood, di cui nella donazione sono cinque tra acquerelli e pastelli che documentano gli interessi per la cultura d’Oltreoceano dei collezionisti.
Notizie utili
Bitonto (BA), Palazzo Sylos Calò - via Gian Donato Rogadeo, 14 (ang. Piazza Cavour)
Inaugurazione: sabato 18 aprile 2009, ore 18.00
Orario di apertura tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 20. Mercoledì chiuso. Biglietto d’ingresso gratuito
Informazioni e prenotazioni - visite guidate gruppi tel. 080 3716184 – 5285231