In un libro di 400 pagine due universitari di Amburgo, Hans Kaufmann e Rita Wildegans, sostengono che "quell’ipocrita di Gauguin fuggì dalla casa di Arles appena compiuto il misfatto’’. Ma non ci sono prove
PARIGI, 4 maggio 2009 - "Un’inchiesta accusa Gauguin di aver tagliato l’orecchio di van Gogh”: in un libro di 400 pagine due ricercatori sostengono la tesi che van Gogh non si fosse automutilato.
Secondo i due universitari di Amburgo Hans Kaufmann e Rita Wildegans non fu Van Gogh ad automutilarsi in un gesto di follia. A tranciare l'orecchio di netto al grande pittore sarebbe stato invece l'"amico" Paul Gauguin, forse nel corso di una discussione artistica o forse per una questione di donne ( e in quel caso la lite tra i due sarebbe avvenuta davanti a un bordello e per ottenere i favori di ‘’una certa Rachel’’.
Dello studio e del libro riferisce ampiamente il francese Le Figaro, che aggiunge di come i due grandi pittori, dopo il fattaccio della mutilazione, avessero siglato una sorta di 'patto del silenzio'.
Proprio a causa di ciò, in realtà, il mistero non sarà facilmente risolto in modo definitivo: i due saggisti si basano sui rapporti della polizia, su ritagli stampa, e sulle testimonianze peraltro posteriori ai fatti, ma di prove certe non ce ne sono.
Di certo gli studiosi tedeschi sembrano parteggiare per Van Gogh, visto che sostengono che ‘’quell’ipocrita di Gauguin fuggi’ dalla casa di Arles appena compiuto il misfatto’’ e che Van Gogh non ne fece mai parola per proteggere l’amico.