Profumo di fiori al San Domenico
tra Van Gogh, Klimt e gli impressionisti

La mostra 'Fiore - Natura e simboli dal Seicento a Van Gogh', in programma dal 24 gennaio al 20 giugno 2010 al museo forlivese, è stata presentata in anteprima a Milano Marittima

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'Natura morta con girasoli' di Vincent Van Gogh
'Natura morta con girasoli' di Vincent Van Gogh

'Natura morta con girasoli' di Vincent Van Gogh Forlì, 11 agosto 2009 - Dal 24 gennaio al 20 giugno 2010 il San Domenico ospiterà la mostra ‘Fiore – Natura e simboli dal Seicento a Van Gogh’. L’ esposizione, organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune, è stata presentata sabato sera a Milano Marittima come evento speciale all’interno della rassegna ‘Cervia la spiaggia ama il libro’, organizzata dall’Ascom di Cervia. Un’anteprima assoluta proprio mentre sta partendo la campagna per lanciare l’ennesimo grande appuntamento della cultura forlivese.

I nomi degli artisti coinvolti hanno già fatto drizzare le antenne agli appassionati: il San Domenico ospiterà infatti quadri di Van Gogh, Manet, Monet, Cézanne, Renoir, Boldini, Klimt, Gentileschi, Cagnacci. «Speriamo di avere anche qualcosa di Caravaggio», ha detto Piergiuseppe Dolcini, presidente della Fondazione Carisp.

Gli organizzatori incrociano le dita, ma l’obiettivo è quello di fare meglio delle 151mila presenze registrate dalla mostra del Canova. «La storia continua — aggiunge Dolcini —. Canova è stato un grande successo ma rappresenta anche una grande ‘paura’, nel caso non dovessimo mantenere questi risultati».

Complessivamente le mostre organizzate dalla Fondazione (Palmezzano, Lega, Cagnacci e Canova) hanno totalizzato 358mila presenze. A spiegare ai presenti il filo conduttore della mostra è stato Antonio Paolucci, direttore dei Musei vaticani e presidente del comitato scientifico delle mostre allestite al san Domenico.

Il punto di partenza per l’esposizione, ha detto Paolucci, «è ‘La Fiasca fiorita’, ospitato dalla pinacoteca civica di Forlì. Un quadro di autore ignoto, attribuito in passato (secondo me sbagliando) a Cagnacci e a Caravaggio. Un’ opera del genere naturalistico, dipinta tra il 1610 e il 1620-25». Chi lo ha dipinto, ha continuato Paolucci, «voleva esprimere un concetto filosofico, che è quello della vanità (il quadro raffigura alcuni gigli in una fiasca rovinata, ndr). I fiori sono bellissimi ma nell’arco di un solo giorno deperiranno. Succede così anche a noi: la gloria e l’illusione della giovinezza passano in un attimo».

I fiori, appunto, come fil rouge della mostra. «Da questa opera — ha aggiunto Paolucci — partiremo per un organizzare un giro d’orizzonte sul destino del fiore. Da elemento di bellezza vulnerabile a simbolo di angoscia (così lo ha dipinto Klimt), fino al delirio fiammeggiante de ‘I Girasoli’ di Van Gogh».

Impossibile slegare la mostra dal contesto turistico e dall’aspirazione di Forlì a diventare un centro di richiamo nazionale e internazionale. «Dobbiamo continuare nella politica delle alleanze per far venire i turisti dodici mesi all’anno», ha detto l’ assessore comunale forlivese Maria Maltoni. Ascom Cervia, dal canto suo, ha già annunciato la creazione di pacchetti turistici per promuovere l’evento forlivese.

Luca Bertaccini










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