Milano, 4 febbraio 2008 - CI SONO diversi buoni motivi per cui all’Inter stanno pensando seriamente di provare il colpo Gerrard: il primo è perché si tratta di un campione e di un leader. Il secondo è che in quel ruolo non si può più fare grande affidamento sul discontinuo Vieira; il terzo è che, nell’impossibilità di prendere Messi (clausola rescissoria di 150 milioni) o Cristiano Ronaldo (blindato e coperto d’oro dal Manchester), Moratti ha individuato nel capitano dell’Inghilterra il fuoriclasse da regalare a se stesso e ai tifosi in occasione del centenario; il quarto è che il giocatore piace terribilmente al Milan, quindi pur di fare un dispetto ai cugini, il club nerazzurro sarebbe disposto ad un sacrificio.
Se a ciò si aggiungono i dubbi dello stesso Gerrard, deluso dai nuovi proprietari del Liverpool, il quadro è chiaro. E in via Durini hanno fiutato l’affare, al punto da aver incaricato De Giorgis, manager e amico di Mancini, di avviare la trattativa. Siccome non c’è stato tempo per farlo a metà gennaio, quando i due volarono in Inghilterra prima a Manchester (per iscrivere il figlio dell’allenatore all’Accademia) e poi a Liverpool (per spiare i prossimi avversari di Coppa), il primo contatto è stato rinviato di poco, visto che Inter e Liverpool presto si affronteranno in Champions. In quell’occasione il mediatore nerazzurro incontrerà Struan Marshall, agente di Gerrard. La trattativa non sarà semplice, perché il calciatore ha un contratto (6,5 milioni a stagione) fino al 2011.
SULL’ALTRA sponda meneghina, invece, il MIlan è alla finestra per quel che che riguarda la vicenda Ferrari: venerdì si saprà se il difensore rinnoverà con la Roma, altrimenti si aprirerebbero le porte di Milanello (i rossoneri hanno sondato pure per Lucio), mentre più debole è l’ipotesi Juve. I bianconeri però progettano la prossima campagna acquisti: Cigarini ora costa troppo (il Parma ha chiesto 12 milioni più la metà di De Ceglie e Marchisio), in Spagna si torna a parlare di Deco, anche se il primo obiettivo in quel ruolo resta Diego. Per l’attacco rispunta il nome di Bianchi, nel caso in cui la Lazio non lo riscattasse dal Manchester versando 11 milioni.
di GIULIO MOLA