Il tecnico di Jesi vuole tutta la somma pattuita. Poi c'è il suo staff. A questo va aggiunto l'ingaggio, oneroso del tecnico lusitano. E la sua squadra di preparatori, tecnici ecc. Infine le tasse e le pretese in fatto di giocatori di The Special One fanno lievitare il conto di una operazione, che sembra più un capriccio che altro
Londra, 28 maggio 2008 - Roberto Mancini non farà sconti alla società di Moratti. Il tecnico di Jesi esige, per lasciare la panchina nerazzurra, un buono uscita di ben 48 milioni di euro, che tanto buono non è visto che si tratta di tutta la somma pattuita all'inizio della sua avventura milanese, insomma niente saldi.
Ma fossero solo quei pochi spiccioli a turbare i sonni di Moratti, ma è tutta l'operazione 'fuori Mancio dentro Mourinho' che al presidente nerazzurro rischia di restare sullo stomaco: si parla di un conto di oltre 100 milioni.
Infatti il tecnico lusitano è bravo a gestirsi, e non arriva per meno di 7 milioni l'anno per tre stagioni di contratto. Naturalmente i 21 milioni del portoghese, al club campione d'Italia, costeranno il doppio per via delle tasse del Bel Paese. In più 'The Special One' porta con se anche uno staff preparato e, decisamente caro: 10 milioni di euro.
Senza dimenticare che anche lo staff di Mancini, composto dai vari Salsano, Mihalovic ecc. vorrà il suo avere.
Così l'operazione Mourinho assume una certa portata economica, resteranno dei soldi per poi accontentarlo? Non è tipo da allenare quello che trova, ma pretende questo o quel giocatore, senza mai guardare il cartellino del prezzo.
PANCHINA CHELSEA
Sono Roberto Mancini, Luiz Felipe Scolari e Mark Hughes i tre candidati più papabili per la panchina del Chelsea. Lo scrive l'edizione online della Bbc, inserendo il tecnico di Jesi, che pare ormai prossimo al divorzio dall'Inter, nella short-list dei dirigenti dei Blues.
Dietro a Mancini, Scolari e Hughes ci sono altri nomi, che tuttavia partirebbero in 'seconda fila'. Si tratta del ct della Russia Guus Hiddink, dell'ex tecnico del Barcellona Frank Rijkaard e di Sven Goran Eriksson. Per la successione di Avram Grant anche Didier Deschamps ha detto di essere stato preso in considerazione.