La stella della squadra di Hiddink sarebbe il trequartista ideale per i rossoneri: la valutazione attuale del giocatore dello Zenit San Pietroburgo è di 20 milioni
Milano, 24 giugno 2008 - Il Milan piomba su Andrei Arshavin, 27 anni, stella della Russia e dello Zenith San Pietroburgo, trequartista che ha folgorato Ancelotti, in tribuna la settimana scorsa a Salisburgo, dove ha visto in azione il giocatore, impegnato contro la Svezia. La valutazione attuale di Arshavin supera i 20 milioni di euro. Se diventasse un giocatore del Milan, occuperebbe l'unico posto libero per un extracomunitario, a scapito di Shevchenko.
La notizia del forte interessamento rossonero per Arshavin è trapleata oggi a Milano ed è stata confermata nel ritiro austriaco della nazionale russa che giovedì sfiderà la Spagna nella seconda semifinale dell'Europeo (domani sera si giocherà Germania-Turchia). Proprio oggi, Guus Hiddink, il ct olandese protagonista dello straordinario exploit russo, ha affermato: "È ora che Arshavin vada in un grande campionato. Andare all'estero sarebbe la scelta giusta per lui, magari non per il suo club".
L'olandese ha portato Arshavin agli Europei nonostante l'handicap di una squalifica per 2 partite. "Non avrei mai portato un giocatore normale in queste condizioni. Ma lui è speciale, ha qualità extra", afferma convinto il ct. "Sta dimostrando a tutto il mondo cosa sa fare. Non è un giocatore egoista: è bravissimo col pallone tra i piedi, ma lo è altrettanto quando deve collaborare alla fase difensiva". Inoltre, è un atleta disposto ad imparare e ad ascoltare i consigli del tecnico: "È molto disponibile, con lui si lavora benissimo". Insomma, è il calciatore ideale.
Sarà anche per questo che Chelsea, Arsenal e Barcellona hanno pensato a lui prima del Milan. Ma, per portarlo in Inghilterra o in Spagna o in Italia bisogna spendere: lo Zenit non ha certo bisogno di fare cassa e Arshavin attualmente guadagna 3 milioni di euro a stagione. Arshavin deve migliorare solo nelle pubbliche relazioni, visto che parla pochissimo con i media. Per Hiddink, questo non è un problema. "Tutti i grandi giocatori sono speciali", dice il ct.
La Russia di Hiddink è una selezione particolare. Solo un convocato, Ivan Saenko, milita all'estero. Nell'ultima stagione ha indossato la maglia del Norimberga e non è riuscito ad evitare la retrocessione della formazione tedesca. Tutti gli altri elementi convocati da Hiddink giocano nei ricchissimi club russi. "Qualcuno potrebbe emigrare e fare la propria parte in grandi squadre europee", sostiene il commissario tecnico. "È importante che una nazione abbia modelli cui fare riferimento, ma oggi il mondo del calcio ha ampliato i propri confini". Insomma, chi lascia Mosca o San Pietroburgo non smetterà di essere un punto di riferimento per i tifosi russi.
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