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IL RITRATTO

Mutu, da nuovo fenomeno a ingrato mercenario

    

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FIRENZE, MUTU IN RITIRO A SAN PIERO CON LA FIORENTINA Bologna, 23 luglio 2008 - Da nuovo Fenomeno a ingrato mercenario. Basta poco per cadere in disgrazia, nel sensibile territorio dell'umore della curva. Da idolo della Fiorentina, vicino alla riconferma in viola appena sette giorni fa, a possibile compagno di Totti nell'attacco della Roma. Parafrasando il titolo di un famoso film, quella di Mutu potrebbe essere definita “una settimana d'addio”, qualora dal Lungarno il romeno dovesse davvero spostarsi all'ombra del Cupolone.

La storia di Mutu comincia dall'Arges Pitesti. Dopo aver studiato nelle giovanili, esordisce in prima squadra il 15 marzo 1997 contro l'Otelul Galati, la meteora che nove anni prima aveva esordito in Uefa battendo 1-0 la Juve, la squadra dove Mutu nascerà a nuova vita calcistica. Molti vedono in lui il nuovo George Hagi. Nato l'8 gennaio '79, conduce appena ventenne la Dinamo Bucarest alla conquista di Coppa e campionato rumeni. E' l'Inter di Lippi a lanciarlo in Italia. Esordisce segnando nel derby, un po' come farà qualche anno dopo il brasiliano Mancini nella Roma. Poi si perde e si ritrova a Verona, nel gennaio 2001. Salva i gialloblù una volta, ma non la seconda, malgrado 12 reti nella stagione 2001-02.

Il Verona casca in B, Mutu decolla. A Parma. Il compagno d'attacco è l'Adriano pre-imperiale, che di gol, tuttavia, ne sforna già tanti. Pure Mutu, però, incanta. Per tecnica, temperamento e per quelle punizioni che sembrano telecomandate da un esteta divino. La fascia di capitano è all'orizzonte, ma Mutu viene ceduto al Chelsea per 30 milioni. All'inizio lo Stamford Bridge lo applaude, soprattutto per la splendida doppietta nel 4-2 al Tottenham, scosso inutilmente dal neoarrivato Kanouté. Ma il talento di Calinesti si perde nella bella vita londinese. Positivo alla cocaina, viene squalificato per sette mesi e licenziato dal Chelsea.

Qualcuno, però, crede ancora in lui. E' la Juve, che lo acquista tramite il Livorno e lo fa esordire il 29 maggio 2005, contro il Cagliari, a sette mesi esatti dall'addio alla Premier League. Con Capello deve adattarsi a vice-Camoranesi, ma qualcosa la combina, fra cui sette gol. Poi arriva Calciopoli, la Juve va in B e Mutu si accasa a Firenze. Ritrova Prandelli, il vecchio maestro dei tempi di Parma, e con lui anche gli spunti migliori.

Con Toni forma un'altra gran coppia e per la curva Fiesole diventa “Il Fenomeno”. Partita da -15, la Fiorentina si salva. E nel 2007/08, grazie ai suoi 17 gol, guadagna i preliminari di Champions League, oltre a conquistare la semifinale Uefa grazie alla sua doppietta nel Philips Stadion di Eindhoven. Oggi il numero 10 è vicino a un nuovo addio. I tifosi viola sono divisi. Alcuni vogliono lasciarlo andare. Altri hanno avvertito: “No Mutu, no abbonamento”. Chissà se anche a lui chiuderanno la porta in faccia.

 

Antonino Palumbo










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