Grande festa per lo scudetto
Un lungo addio a Louis Figo
L'Inter conclude nel migliore dei modi il suo straordinario campionato e saluta San Siro con un 3-0 sul Torino che suggella il suo cammino da record. Una vittoria facile facile, figlia della classe del portoghese e fortemente voluta da una squadra
Milano, 27 maggio 2007 - La festa e' completa. Una festa attesa 18 anni, conquistata sul campo dall'alto dei suoi 97 punti in classifica, delle sue 30 vittorie in campionato, dei suoi 17 successi consecutivi. L'Inter conclude nel migliore dei modi il suo straordinario campionato e saluta San Siro con un 3-0 sul Torino che suggella il suo cammino da record. Una vittoria facile facile, figlia della classe di Figo e fortemente voluta da una squadra che proprio quando tutto sembrava girare per il meglio ha dovuto sottostare al successo milanista in Champions. Scherzi del destino, di fronte ai quali inchinarsi ma non per questo capaci di cancellare cio' che i nerazzurri hanno costruito quest'anno.
La voglia di festeggiare e' tanta a San Siro e la gara e' solo il preludio a quella celebrazione di passioni nerazzurre che e' la premiazione. Con tanto di coppa di campione d'Italia. Il ritmo delle due squadre in campo e' emblematico in questo senso. Il Torino, gia' salvo grazie allo striminzito pareggio di domenica scorsa contro il Livorno, e' praticamente in vacanza ed e' soprattutto l'Inter a voler onorare di fronte ai propri tifosi un campionato intriso di record.
C'e' voglia di divertirsi in campo, anche e soprattutto dopo il beffardo trionfo rossonero in quel di Atene. Lo fa vedere la squadra in campo, che aggredisce un Toro in formato amichevole estiva. Ma lo dimostrano in special modo i tifosi sugli spalti, troppo orgogliosi per poter riconoscere il successo dei rivali di sempre e vogliosi oltremodo di affermare la propria supremazia. Si esulta, quindi, quando Materazzi trasforma un rigore a dir poco generoso per un inesistente fallo di Taibi su Gonzalez, ma lo si fa con la stessa intensita' quando un diavolo con una coppa in piu' va sotto a Reggio Calabria e il tabellone luminoso lo manifesta a tutti.
Campanilismo sportivo, ma al tempo stesso sale di ogni rivalita' cittadina che si rispetti. Chi in Italia e chi in Europa, il concetto e' sempre lo stesso. I campioni siamo noi, e come dargli torto. Non sembra pero' un esempio di sportiva genuinita' la gomitata con cui Materazzi stende un incredulo Comotto. Per l'incerto direttore di gara Orsato non e' successo nulla e la festa puo' ragionevolmente continuare. Anche perche' se in campo c'e' un Figo cosi' ispirato allora si' che il calcio diviene pura poesia. Il fuoriclasse portoghese fa ammattire i difensori, esalta il pubblico, sfoggia tutta la sua immensa classe con finte e giochi di prestigio.
Formidabile. Moratti sta provando a farlo recedere dalla tentazione Qatar e per l'Inter non sarebbe male iniziare la campagna acquisti con un campione creduto perso ma poi ritrovato.
Come Crespo, altra spina nella rosa nerazzurra, che ha voglia di timbrare il cartellino e proprio quando il primo tempo sembra finito ci va molto vicino con una zampata che non inganna Taibi.
Puo' bastare, per ora. Ma non per i tifosi nerazzurri, che anche durante l'intervallo continuano a manifestare quella voglia di far festa covata per almeno 18 anni. Ma una festa non puo' essere tale se manca qualcuno all'appello degli invitati, e allora nella ripresa e' Recoba il primo dei nuovi partecipanti. Entra per Maxwell, Zanetti scala in difesa e ora l'Inter ha due ali vere.
Ma di volare nessuno ha intenzione questo pomeriggio, con la manovra delle due squadre che in questa ripresa diviene ancora piu' soporifera. Solo Muzzi nel Toro si batte alla grande, sempre e ancora Figo nell'Inter prova a far divertire il popolo nerazzurro. La fascia destra nerazzurra e' senza dubbio quella che produce di piu' e Maicon lo fa capire chiaramente al 15' della ripresa, quando si beve mezza squadra e fulmina Taibi con un gran sinistro a rientrare. Anche Gonzalez pero' vuole partecipare alla festa e per poco non ci scappa il suo momento di gloria.
Per poco, pero'. Perche' al 22' si conquista il secondo rigore di giornata (questa volta nettissimo) e poi si dirige sul dischetto sicuro di trasformare. Ma qui interviene il pubblico, oggi piu' che mai protagonista. Inneggia a Figo, invoca un suo gol e allora il campionissimo portoghese non puo' far altro che scippare a Gonzalez quella gioia del gol che solo a Bergamo in questa stagione l'ex madridista aveva provato. Si esulta di nuovo a San Siro. Si festeggia il fuoriclasse, ma anche il secondo gol reggino contro il Milan.
Sara' anche stata una stagione esaltante quella dell'Inter dei record, ma la Champions brucia e non poco nello spirito dei tifosi nerazzurri. Questione di festeggiamenti, di quando pensi che finalmente sia arrivato il tuo turno e invece da un giorno all'altro ti trovi la citta' inondata da quei colori che proprio non riesci a digerire. Storie del calcio. Ma oggi San Siro e' solo nerazzurro e la standing ovation per l'uscita di Figo anticipa di una quindicina di minuti la passerella finale.
Tutti contenti, tutti premiati. Senza che ci sia il bisogno di ricordare a nessuno che anche dall'altra parte della citta' la festa e' stata roboante.
Il tabellino
INTER (4-3-2-1): Toldo 6; Maicon 7, Cordoba 6, Materazzi 6, Maxwell 6 (1'st Recoba 6); Stankovic 6, Cambiasso 6.5, Zanetti 6; Figo 8 (29'st Solari sv), Gonzalez 7.5 (34'st Choutos sv); Crespo 6 In panchina: Carini, Burdisso, Grosso, Ibrahimovic.
Allenatore: Mancini 6.5
TORINO (4-1-4-1): Taibi 6 (21'st A.Fontana 6); Comotto 6, Brevi 6, Franceschini 6.5, Balestri 5.5; Di Loreto 5 (40'st Abbruscato sv); Rosina 6, De Ascentis 6, Barone 6, Ogbonna 5 (1'st Martinelli 6); Muzzi 6.5 In panchina: Predko, Cioffi, Schiattarella, Oguro Allenatore: De Biasi 5.5
ARBITRO: Orsato di Schio 5.5
RETI: 13'pt Materazzi (rig); 15'st Maicon; 22'st Figo (rig)
NOTE: pomeriggio nuvoloso, terreno in buone condizioni, spettatori 60 mila circa. Ammoniti: Taibi, Comotto, Maicon. Angoli: 6-1 per l'Inter. Recupero: 2'; 2'.
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