Genova, 16 marzo 2008 - E dopo 68 minuti di nulla gli dei del calcio finalmente si ribellarono, arrotolando su se stessa una partita che proprio nulla aveva detto e che si era protratta lenta nella sua insormontabile noia. Poi il caos, la luce che si accende e la Sampdoria che festeggia. Perche' dopo il 3-1 sul Catania (nona sconfitta esterna consecutiva) l'Europa ora e' a portata di mano, e questo e' cio' che conta per Mazzarri.
E se nel momento in cui perdi Cassano per cinque giornate conquisti sei punti in due gare e ne rubi quattro all'Udinese, ora sorpassata, allora vuol dire che il tuo lavoro lo sai fare alla grande. Come quello di far fronte ai problemi e di saper trasformare quasi sempre la necessita' in virtu'. E di andare avanti con quello che si ha a disposizione. O meglio, senza cio' che non si ha. Ovvero Cassano, e gia' non e' poco; ma se c'e' il genio spesso la follia e' di serie. Oltre a Montella, degente di lungo corso per un intervento a un ginocchio, e Bellucci, che torna a Marassi ma all'inizio solo per scaldare la panchina.
Muscoli e corsa blucerchiate, dunque, e un Catania che in trasferta fatica e non poco. Otto sconfitte consecutive, solo nove gol segnati in quattrodici partite, nessuna vittoria. Numeri da pianto per i siciliani. Come da pianto e' quasi tutto il primo tempo, ma con queste premesse era anche normale. E allora il risultato e' tanta noia, e la prima vera occasione non prima del 37'. Gastaldello spara alto da ottima posizione sugli sviluppi di un calcio piazzato.
Nemmeno a dirlo: a palla ferma forse qualcosa si costruisce, attraverso la manovra veramente nulla. A meno di una rivoluzione, che sia Baldini che Mazzarri decidono di prorogare anche ad inizio ripresa. Stessi uomini, stessa musica.
Mediana sempre affollata, Bonazzoli unica torre davanti; Catania quasi inesistente e vittima designata di una Samp che, pero', non e' mai pericolosa. E allora falli e lanci si sprecano e tutto sembra accadere per caso. Bellucci intanto si scalda - e di lui si' che ci sarebbe bisogno - e poi, finalmente, entra in campo a soli 16 giorni dal suo intervento al menisco.
E come per magia, pur senza fare nulla di eccezionale, la Samp passa e si ritrova in Europa. Grazie a Palombo e per gentile concessione di Albano Bizzarri da Etruria, Argentina. Conclusione potente ma centrale dai 25 metri che il portiere del Catania si fa scivolare sotto la pancia. Primo tiro in porta e subito gol. Come il Catania, che abbassa la testa, fa entrare Izco e si butta in avanti.
Immediatamente. E con profitto. Subito il neo entrato rossoazzurro (ma oggi in bianco) centra il palo di testa, poi la palla esce a sinistra dove Vargas mette in mostra il pezzo migliore del suo repertorio. Dribbling e cross, la testa giusta e' quella di Stovini. Siamo subito 1-1.
Ma dopo 70 minuti di nulla era quasi destino che gli dei del calcio concentrassero tutto negli ultimi 20. E allora non ne passano nemmeno tre e la Samp torna in Europa con Accardi. Di testa, su calcio d'angolo, come da previsioni.
L'unico che esce dagli schemi di questa partita improvvisamente impazzita e' Bellucci, che mette fine alla gara con una gran giocata delle sue: dribbling e sinistro secco sul primo palo. Poi via a correre veloce sotto la curva.
Come questa Samp, che condanna il Catania a una lotta per non retrocedere che si preannuncia durissima e si ritrova improvvisamente in Coppa Uefa. L'assalto blucerchiato all'Europa e' appena cominciato.
Il tabellino
SAMPDORIA (3-5-2) - Castellazzi; Accardi, Gastaldello, Lucchini; Maggio, Sammarco (dall'81' Ziegler), Palombo, Franceschini (dal 62' Bellucci), Pieri; Delvecchio, Bonazzoli (dal 71' Volpi).
Allenatore: Walter Mazzarri.
CATANIA (4-3-3) - Bizzarri; Silvestre, Silvestri, Stovini, Vargas; Baiocco, Edusei (dal 72' Izco), Tedesco; Mascara, Spinesi, Pià.
Allenatore: Silvio Baldini.
Arbitro: Andrea Romeo di Verona.
Marcatori: 68' Palombo/S, 73' Stovini/S, 76' Accardi/S, 86' Bellucci/S.
Ammoniti: 18' Silvestre/C, 24' Franceschini/S, 39' Sammarco/S, 67' Edusei/C, 87' Vargas/C.