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ROMA-TORINO 4-1

Un poker scaccia cattivi pensieri
I giallorossi fanno festa a metà

La Roma travolge il Toro grazie alla doppietta di Mancini e alle reti di Pizarro e Vucinic, ma resta a sei distanze dalla capolista. Nulla da fare per i granata, che segnano il gol della bandiera con Ventola

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Mancini abbracciato da Vucinic Roma, 27 aprile 2008 - E' giallorossa la festa più amara di tutto il campionato. La festa di una Roma che torna al successo, travolge il Torino (4-1), ma non può fare a meno di continuare a piangere se stessa. Fa male sentirsi praticamente impotenti a termine di una stagione quasi perfetta e da incorniciare fino alla sbandata livornese.

 

La Roma che si mangia il Torino dimostra di essere più viva che mai, arrabbiata al punto giusto e oltremodo vogliosa di mettere ancora sale alla coda di questa serie A. Con un pensiero alla Juve, ricacciata a meno 5 dopo i proclami settimanali.

 

Incrocio di quelli roventi, dunque, sul prato dell'Olimpico. Tra chi di una vittoria avrebbe disperato bisogno e chi invece sa che anche con i tre punti, probabilmente, tutto sarebbe inutile. Meglio provarci, però: nessuno si attende regali, ma tanto vale continuare a correre. Anche e soprattutto per cancellare quell'alone maledetto che aleggia su Roma da sabato scorso. Quella malefica traiettoria di Diamanti e un legamento che non regge più il peso di tanto talento. Reagire per continuare a inseguire, segnare per scacciare l'ombra della Juve.

 

Senza Totti e con di mezzo il Torino, spettatore più che interessato, affogato in un baratro dal quale ora stenta a risalire. Sette sconfitte nelle ultime otto giornate evidentemente vorranno dire qualcosa. E allora De Biasi riparte dall'Olimpico, quello di Torino però, dalla prestazione, pregevole, contro l'Inter e da una squadra che ha provato in settimana a motivare. I risultati sembrano arrivare. I granata partono meglio, quadrati nel loro 4-4-1-1 che trasferisce Di Michele in panchina e Lazetic in campo. Barone cannoneggia su Doni dopo appena tre minuti, dall'angolo poi Grella spara alto.


Ma il Toro c'è. O meglio, sembra esserci. Perchè la Roma inizia a scatenarsi e con tutto il rispetto per il derelitto Toro quando decide di fare sul serio non ce n'è per nessuno. Un ciclone, che si abbatte sulle speranze granata di riuscire a fare risultato.


Un palo, una rete (ingiustamente) annullata e quattro gol, questa volta buoni. No, non siamo a fine gara: solo al 32' del primo tempo. Il palo lo prende Vucinic dopo una beffarda carambola su De Rossi sugli sviluppi di un calcio di punizione. Il gol regolare lo segna Mexes, di testa, al 15'; Celi però disegna nella sua mente una spinta inesistente e non convalida. Poi la buriana: dirompente e distruttiva, quasi umiliante per una squadra che non trova reazione. Prima Perrotta sfrutta una delle sue incursioni centrali e si procura un rigore per una strattonata di Dellafiore (solo ammonito).
Siamo al 18'. Poi una fulminante ripartenza tutta in coro (con Di Loreto che commette un brutto fallo su Mancini e Celi che glissa colpevolmente) che porta Vucinic a non poter proprio fallire l'assist di Perrotta a tu per tu con Fontana. Corre il 20'.

 

Quindi il capitolo Mancini. Da trattare a parte. Il brasiliano gioca, cincischia, ci prova, ma come al solito insiste troppo sulla sua strada. Vuole sentirsi importante e lasciare un segno, ma in una squadra come la Roma la gloria personale puo' passare solo attraverso il collettivo. E allora eccolo il collettivo. Irrefrenabile nella sua voglia di tornare a vincere. E, in sei minuti, il brasiliano triste si riprende la Roma. Cicinho serve un cross perfetto che Mancini sbatacchia sotto l'incrocio, poi Vucinic (migliore in campo) si lancia nello spazio, supera Motta e dona all'esterno un pallone che non si può sbagliare.


Capitolo chiuso, Toro a casa e sempre più vicino alla zona rossa. Meno due, meno uno, tutto relativo, tutto legato ai risultati di Parma, Reggina ed Empoli. In testa, invece, non si muove nulla. Ed è questo che fa più male alla Roma: vincere, ma inutilmente. La partita è praticamente chiusa, a riaprirla ci prova Ventola (entrato a inizio ripresa per Rosina), che di testa beffa Cicinho e Doni. Rilassamento di sorta, quasi fisiologico. E il Toro, almeno, ora ci prova con maggior convinzione.

 

Poi arriva il capolavoro di Celi, per fortuna in una gara che ha poco o nulla da dire, si compie inesorabile al 31': dopo aver ammonito calciatori a caso (Dellafiore nella ripresa viene nuovamente ammonito, ma evidentemente il primo cartellino e' incredibilmente assegnato a Pisano o Di Loreto), dopo aver graziato per due volte lo stesso Di Loreto e aver annullato un gol regolarissimo a Mexes, l'arbitro di Campobasso si inventa un rosso inesistente su Juan per un presunto fallo da ultimo uomo. Tutto ininfluente, ma le malefatte a questo punto diventano troppe. E la gara più interessante, ovviamente. Sebbene il Toro di forze non ne abbia poi tante. E allora si chiude così, in quella commistione di rabbia, gioia e frustrazione. Per tutto quello che poteva essere. Per tutto quello che non è stato. Non siamo alla fine, ma poco ci manca.

 

TABELLINO

Roma (4-2-3-1): Doni 5,5; Cicinho 6, Mexes 6,5, Juan 6, Tonetto 6,5; De Rossi 7, Pizarro 6,5 (20' st Brighi 6,5); Taddei 6 (32' st Cassetti sv), Perrotta 7, Mancini 7 (28' st Giuly sv); Vucinic 7,5. A disp. Curci, Antunes, Aquilani, Esposito. All. Spalletti 7

 

Torino (4-4-1-1): A. M. Fontana 5,5; Motta 5, Di Loreto 4,5, Dellafiore 5, M. Pisano 5; Diana 5 (44' pt Di Michele 5,5), Grella 5,5 (22' st Recoba 5,5), Barone 5, Lazetic 4,5; Rosina 6,5 (1' st Ventola 6); Stellone 6. A disp. Gomis, Lanna, I. Franceschini, Bjelanovic. All. De Biasi 5

Arbitro: Celi di Campobasso 4

Marcatori: 18' pt Pizarro (R), 20' pt Vucinic (R), 26' pt e 32' pt Mancini (R), 5' st ventola (T)

Note: espulso al 31' st Juan (R) per gioco falloso. Ammoniti Di Loreto, Stellone, Pizarro, Dellafiore, Ventola. Recupero 2' pt, 5' st. Spettatori 34.000 circa.

 

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