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CAGLIARI-FIORENTINA 2-1

I sardi vedono la salvezza, viola scavalcati

Dopo l'eliminazione in Coppa Uefa, la squadra di Prandelli battuta dai rossoblù che fanno un bel balzo verso la permanenza in serie A
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l'esultanza del cagliari Cagliari, 4 maggio 2008 - C'e' chi piange e si dispera, chi esulta stremato a termine di una cavalcata che ha il sapore dell'impresa. Ancora non e' finita, ma poco ci manca. Cagliari e Fiorentina disegnano il proprio destino incrociandosi drammaticamente e dalla ruota del Sant'Elia escono fuori amari rimpianti e gioiosi sussulti. Vince il Cagliari alla fine, 2-1, come spesso e' accaduto negli ultimi tempi, e la Fiorentina deve solo prendersela con se stessa. Tutto compromesso, una stagione intera che rischia di essere scaraventata via e cancellata proprio sul piu' bello. In una settimana: prima la Uefa, ora la Champions.

 

Troppe 6 sconfitte nelle ultime 7 trasferte, troppo poco un solo punto in due giornate se di mezzo ci si mette l'amarezza scozzese e un Milan che non smette di rincorrere il suo sogno. Quello che poteva essere viola, ma ora e' solo rossoblu'. La gioia di una regione intera quella cagliaritana, di un allenatore che fara' parlare di se' e di un impresa a dir poco stratosferica: 4 punti di vantaggio sul Parma e salvezza oramai in tasca. Tutto questo e' stato Cagliari-Fiorentina, partita vera se ancora ce n'era una. Di quelle da vincere, non importa come.

 

Per scacciare fantasmi di fine stagione e respingere gli attacchi dei vecchi diavoli rossoneri, mai domi alla rassegnazione di un Europa dal sapore mediocre. Salvezza e Champions, chi osa di piu' sono i rossoblu'. Rivoluzionati e rimodellati da un Ballardini gia' in grado di compiere il primo capolavoro. Da meno sette a piu' cinque sulla terzultima, 6 vittorie e 2 pareggi consecutivi in casa, solo 17 gol subiti nel girone di ritorno a fronte dei 36 dell'andata. Numeri che sintetizzano una rivoluzione, che spiegano la rinascita di una squadra improvvisamente consapevole della propria forza.

 

Dall'altra parte, invece, una Fiorentina ancora frastornata si presenta al Sant'Elia con tanta rabbia in corpo e un Bobo Vieri in meno. Fuori anche Liverani, Jorgensen e Montolivo, per un turnover non piu' finalizzato al futuro. Ora c'e' solo la Champions a cui pensare e lasciarsela sfuggire proprio sul filo di lana sarebbe un peccato mortale. Se in porta pero' c'e' Frey tutto viene piu' facile. Anche perche' con un portiere normale il Cagliari sarebbe in vantaggio gia' dopo soli 7 minuti. Cossu e' in gran forma (preferito a Foggia relegato in panchina) e da posizione centrale mette subito Biondini di fronte al portiere viola. Frey pero' e' superbo, ci mette le mani e salva baracca e burattini. Ma in campo c'e' solo il Cagliari.

 

Mutu e' spaesato e fuori dal gioco, Pazzini non riesce a far salire la squadra, le tossine europee pesano ancora sulle gambe. E allora il Cagliari va, anzi vola. Matri di testa impegna ancora Frey al 19', ma dall'angolo che ne segue la difesa viola e' immobile. Jeda salta da solo e con disarmante facilita' porta in vantaggio il Cagliari. La Sardegna sogna, Firenze in crisi.

 

Prandelli capisce le enormi difficolta' della sua squadra e dopo mezzora inserisce un costruttore di gioco come Liverani. Ma e' in avanti che le cose non girano nella Fiorentina. Poco movimento e precaria condizione fisicia, almeno a confronto della grinta dei difensori del Cagliari. Prandelli allora ci prova ancora. Fuori Donadel (grintoso ma impalpabile) dentro Santana: due ali, un trequartista e una prima punta. L'Europa si conquista anche cosi'. O meglio, la si vorrebbe ottenere cosi'. Perche' il Cagliari, evidentemente, non e' d'accordo e come rimette piede in campo trova la forza di raddoppiare. Ancora da calcio d'angolo, a termine di un'azione tambureggiante. Alla fine e' Conti a mettere dentro da due passi.

 

La festa diventa delirio, nessuno crede ai propri occhi. E allora ci pensa la Fiorentina a riportare tutti sulla terra. In nemmeno 30 secondi, la ditta Liverani-Santana (ma guarda un po' i due nuovi entrati) accorcia il risultato e ravviva una gara troppo presto data per conclusa. Intanto il Milan segna due volte e per la prima volta nella stagione si va a prendere l'Europa che conta. Tutto sfuma nel dramma viola. La partita pero' ora e' bellissima, le occasioni si alternano da una parte e dall'altra. Mutu pero' spreca troppo e al pari di Biondini sbaglia un gol clamoroso. Poi Liverani inventa per Pazzini, ma la girata e' fuori di un soffio.

 

Come le speranze di questa sciagurata Fiorentina, capace in una settimana di cancellare tutta una stagione. Anche Mutu abbandona la causa, facendosi espellere per proteste e forse autoeliminandosi dalla bagarre finale in cui i viola, superati al quarto posto dal Milan vittorioso nel derby, proveranno ancora a riprendersi la Champions. Siamo quasi arrivati alla fine, mancano solo i titoli di coda.

 

Cagliari (4-3-1-2): Storari 6,5; F. Pisano 6 (26' st Ferri 6), Lopez 7, Canini 7, Agostini 6 (34' st Del Grosso sv); Fini 6,5, Conti 7, Biondini 6,5; Cossu 7,5 (18' st Foggia 6); Jeda 7, Matri 6,5. A disp. Capecchi, Bianco, Cotza, Larrivey. All. Ballardini 8

 

Fiorentina (4-3-3): Frey 7,5; Ujfalusi 6, Gamberini 5,5, Kroldrup 5, Pasqual 5 (29' pt Liverani 6,5); Kuzmanovic 5,5, Donadel 5,5 (1' st Santana 6,5), Gobbi 6; Semioli 4,5 (15' st Osvaldo 5), Pazzini 6, Mutu 4. A disp. Avramov, Dainelli, Jorgensen, Papa Waigo. All. Prandelli 5

 

Arbitro: Farina di Novi Ligure 6

 

Marcatori: 20' pt Jeda (C), 7' st Conti (C), 8' st Santana (F)

 

Note: espulso al 45' st Mutu (F) per proteste. Ammoniti Pasqual, Conti, Gamberini, Mutu. Recupero 2' pt, 3' st. Spettatori 20.000 circa.










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