'No country for old men', il thriller sanguinario dei Coen
Tratto dal romanzo di Corman McCarthy, i due registi ammettono: ''E' vero, forse è il film più duro che abbiamo mai fatto''
Cannes, 19 maggio 2007 - Joel Coen ed Ethan Coen firmano il thriller sanguinario "No country for old men"che ritrae una terra tra il Texas e il Messico in cui il male ha preso il sopravvento e nessuno ritiene che valga la pena combattere.
Tratto dal romanzo di Corman McCarthy, il film ha al centro della trama uno spettacolare Javier Bardem nei panni di uno dei più crudeli assassini seriali mai visti sul grande schermo. Fa fuori le sue vittime con una bombola ad aria compressa, come si fa nei mattatoi con i vitelli. Per fermarlo, un boss ingaggia un altro killer (Woody Harrelson) che per braccarlo seguirà le tracce di sangue lasciate da Bardem.
I due registi americani parlano della loro ultima fatica coma di una pellicola non politica e neppure nostalgica: ''Non era nelle nostre intenzioni. Non è mai con questo spirito che affrontiamo le nostre storie''. Alla fine, però, i due fratelli riconoscono: ''E' vero, forse è il film più duro che abbiamo mai fatto''.
Il film, che è ambientato nel 1980, racconta le disavventure dell'ex veterano del Vietnam Llewelyn Moss (Josh Brolin). Il poveraccio si trova per puro caso in una zona deserta in cui c'è stata una resa dei conti tra trafficanti di droga che ha lasciato sul campo una dozzina di cadaveri. Lì trova anche una borsa piena di soldi (2 milioni di dollari) che lo renderà oggetto di una caccia, piena di sangue e di morti, da parte di due personaggi che più diversi non potrebbero essere. Ovvero il tradizionale sceriffo Bell (Tommy Lee Jones) e Anton Chigurh (interpretato da uno straordinario Javier Bardem) che è un autentico psicopatico.
Insieme a questo trio di uomini che si danno la caccia sulle rive del Rio Grande, due personaggi femminili: la moglie determinata e concreta di Moss (Kelly Macdonald) e quella dello sceriffo Bell, Loretta (Tess Harper) anche lei una donna concreta su cui l'anziano poliziotto non manca di contare.
''Del libro di McCarthy - dicono - ci ha attirato proprio la specificità dei personaggi, perfetti per entrare in una sceneggiatura cinematografica. E poi nel libro c'e' anche dell'umorismo nero, che abbiamo cercato di rispettare, ma comunque non abbiamo voluto stravolgerlo più di tanto apportando il nostro marchio''. Comunque, riconoscono i Coen che a Cannes sono di casa (è il loro settimo film a concorrere alla Palma d'Oro, da Barton Fink (1991) a Ladykillers 2004 ), ''non abbiamo potuto certo mettere tutti i personaggi del libro, a cui abbiamo cercato di attenerci il più possibile. Ci sono parti rimodellate o tagliate come ad esempio le considerazioni filosofiche dello sceriffo che occupano più di un capitolo''.
Anche il titolo è perfetto secondo i Coen: ''Parla della visione del mondo di Bell, della sua prospettiva sul tempo che passa, sul fatto che invecchia, sulle cose che cambiano''.
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