Come sarebbe il mondo
visto da un occhio solo?
Sbarca sulla Croisette "Le scaphandre et le papillon", ispirato alla storia vera di Bauby, caporedattore di 'Elle France', che rimase completamente paralizzato tranne l'occhio sinistro. Il regista racconta il mondo visto da un occhio solo
Cannes, 22 maggio 2007 - Sbarca sulla Croisette "Le scaphandre et le papillon", il film di Julian Schnabel, intellettuale ed eccentrico regista. La pellicola mette in scena una nuova prospettiva; il mondo visto attraverso la fessura di luce che passa nella palpebra dell'occhio sinistro.
La pellicola, appaludita dalla stampa e favorita per la palma d'oro, si ispira alla storia vera di Jean Dominique Bauby, caporedattore di Elle France, che a 43 anni rimase competamente paralizzato tranne l'occhio sinistro. Cinque anni dopo sopraggiunse la morte; a ricordarlo solo il romanzo che lui stesso dettò all'infermiera utilizzando un alfabeto di segni.
Il regista non vuole enfatizzare il dramma ma punta sul cinismo, l'umorismo e l'autoironia di questa storia ''che può essere un incubo o anche una rinascita''. Il film doveva essere interpretato da Johnny Depp; l'attore, però, impegnato nel sequel dei 'Pirati dei caraibi' ,ha dovuto abbandonare. Così è stato scelto Mathieu Amalric.
Il regista vuole mostrarci la prospettiva di Jean Do, in parte sfocata, in parte decentrata, limitata a quel che può vedere un occhio solo e all'altezza del letto d'ospedale o della sedia a rotelle. L'uomo può solo vedere, non può parlare non può muoversi; è completamente inerme, gli sopengono la tv durante una finale di calcio e lui non può fare nulla per impedirlo. E' libero solo nella fantasia dove rivive la vita affettiva, lusso, le donne. Poi c'è la svolta; decide di reagire scrivendo un libro sulla sua immobilità e riavvicinadosi alla famiglia
'Ho deciso di fare questo film - ha detto Schnabel - dopo aver conosciuto a casa di Andy Warhol un artista, Fred Hughes che soffriva di sclerosi multipla ma amava ugualmente partecipare alla vita. Quando si e aggravato in ospedale mi ha donato il libro di Bauby per farmi capire come ci si può sentire".
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