'We own the Night", ovvero James Gray omaggia Visconti
Nella pellicola, un thriller poliziesco, si confondono le due anime del protagonista: da una parte uomo in affari con la mafia russa, dall'altra figlio di un poliziotto
CANNES, 25 Maggio 2007 - Lo raccontò già Martin Scorsese in 'The Departed': se si nasce in certi quartieri di New York per sopravvivere bisogna scegliere. O si diventa poliziotti o delinquenti, guardie o ladri. E' quello che accade a Bobby (Joaquim Phoenix) in 'We Own The Night' di James Gray, terzo film del regista statunitense dopo 'Little Odessa' e 'The Yards', passato oggi in concorso a Cannes.
Siamo alla fine degli anni Ottanta, e Bobby e' un ragazzo davvero sveglio, capace come e' di gestire un locale di proprieta' della emergente malavita russa. Ma ha un suo segreto che deve nascondere molto bene ora che la mafia russa sta per coinvolgerlo nei suoi loschi traffici: suo padre e' un poliziotto, Burt Grusinsky (Robert Duvall), e anche suo fratello Joseph lo e' (interpretato da Mark Wahlberg che e' anche produttore di 'We Own the Night').
Dalla sua parte Bobby ha comunque la sua bella compagna Amada Juarez (Eva Mendes), ma quando il suo essere dalla parte sbagliata della societa' mettera' in mezzo la sua famiglia, su Bobby prevarranno i legami familiari. Smettera' i panni di aspirante delinquente per indossare quella divisa, gia' del padre e del fratello, per una nuova vita nel segno del riscatto.
Per il regista questo film e' un po' un omaggio a Luchino Visconti e al suo 'Rocco e i suoi fratelli': ''L'ho fatto vedere al tutto il cast prima di girare e Visconti e' rimasto nella mia mente durante tutte le riprese''. I lunghi tempi di realizzazione non hanno spaventato Grey : ''Ci sono voluti quattro anni per realizzarlo, ma non e' un problema. Se si pensa che ci vogliono quattro ore per mettere d'accordo quattro persone su quale ristorante scegliere, figurarsi tante persone per un progetto che coinvolge tanti soldi''.
Mendes invece parla della scena di sesso con Phoenix: ''Era la mia prima volta sul set che mi capitava. Ero nervosissima e avrei voluto una controfigura, ma per fortuna l'abbiamo fatta l'ultimo giorno di riprese. Mi ricordo che stavo per piangere per la tensione, ma poi ho buttato giu' una vodka ed e' andato tutto liscio''. Uno stratagemma, questo del 'bicchierino', che ricorda un film di Sergio Leone più che uno di Visconti.
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