Un Festival di qualità
Romania superstar, i film che la raccontano vincono sia la Palma d'Oro che 'Un certain regard'. L'impressione dei critici è che sia stata un'edizione irripetibile per l'ottimo livello delle pellicole in gara
Cannes, 28 Maggio 2007 - Si chiude nel segno della Romania il 60esimo Festival di Cannes. Palma d'oro al durissimo, e bellissimo, '4 months, 3 weeks and 2 days' di Cristian Mungiu (nel 2003 in Quinzaine con 'Occident'), film shock sugli aborti clandestini contestualizzato alla fine del regime comunista.
'California Dreamin' del prematuramente scomparso Cristian Nemescu si aggiudica invece la sezione 'Un Certain Regard'. Edizione irripetibile e significativa, lo dimostra il fatto che alla fine sono stati premiati ben 9 film tra i 22 in Concorso.
Il fatto che la critica si sia spesso divisa su molti titoli, poi, non fa altro che avvalorare il già di per sè altissimo livello qualitativo della kermesse: a Julian Schnabel e al suo 'Le scaphandre et le papillon' il Premio per la 'Miglior Regia', mentre il 'Gran Premio della Giuria' è stato assegnato a 'The Mourning Forest' della giapponese Naomi Kawase.
A Gus Van Sant, presente con 'Paranoid Park', è stato conferito il 'Premio del sessantesimo anniversario', mentre a 'Persepolis' di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud e a 'Silent Light' di Carlos Reygadas è stato assegnato - in ex aequo - il 'Premio della Giuria'.
Miglior interpretazione maschile per Konstantin Lavronenko ('The Banishment' di Andrey Zvyagintsev) e Migliore interpretazione femminile per la coreana Jeon Do-yeon in 'Secret Sunshine' di Lee Chang-Dong. A 'The Edge of Heaven' di Fatih Akin il Premio per la 'Migliore Sceneggiatura', mentre la 'Camera d'or' per la migliore opera prima va a 'Meduzot' di Etgar Keret Shira Geffen.
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