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Speciale Cannes 2008

CANNES 2008

Tra star e il male oscuro dell'Occidente
Al via la 61ma edizione del Festival

Il cinema americano e i suoi divi sbarcano in massa sulla Croisette: attesi in passarella Angelina Jolie, Dustin Hoffman, Harrison Ford, Stiven Spielberg. Ad aprire la manifestazione sarà 'Blindness' del brasiliano Fernando Mereilles

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La 61esima edizione del Festival di Cannes Cannes, 14 maggio 2008 - In un momento in cui anche il cinema americano si è reso conto che c'è la recessione, alcuni dei film e delle star più attese arriveranno comunque sulla Croisette. La parata di stelle del 61mo festival di Cannes, che aprirà con 'Blindness', include molte star: da Angelina Jolie e Dustin Hoffman (voci del divertente 'Kung Fu Panda') a Harrison Ford e Spielberg per 'Indiana Jones, il regno del teschio di cristallo', ancora la Jolie ('Changeling' di Clint Eastwood), Philip Seymour Hoffman ('Synecdoche, New York' esordio alla regia di Charlie Kaufman), e Julianne Moore, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson. Insomma un parterre di lusso ma, dietro i lustrini, lo spettro del malessere che attraversa l'Occidente è sempre più reale.

 

Si parte con l'atteso 'Blindness' del brasiliano Fernando Mereilles, trasposizione di 'Cecita' di Saramago, con Julianne Moore unica sopravvissuta a un misterioso morbo che colpisce la popolazione, mentre governo e istituzioni cospirano per tenere tutto sotto silenzio. Dopo il bel campo e controcampo sulla conquista dell'isola Iwo Jima, Easwtood racconta un fatto di cronaca degli anni '20: una madre (la Jolie) smuove mari e monti perché il figlio rapito venga trovato, ma quando la preghiera viene esaudita scopre che il bambino non è il suo.

 

Il Sistema, inteso come impero della criminalità organizzata, è il protagonista di 'Gomorra', rielaborato con maestria da Matteo Garrone (sarà finalmente Palma d'Oro?) e Paolo Sorrentino racconta con 'Il divo' gli anni '90 e il settimo governo di Giulio Andreotti (ma c'è anche Castellitto in giuria, Munzi alla Quinzaine e Giordana fuori concorso).

 

Altrettanto agghiacciante è il ritorno dei pluripremiati fratelli Dardenne, specialisti di miserie umane, con 'Il silenzio di Lorna'.
Una donna albanese (Arta Dobroshi, originaria del Kosovo, che ha fulminato i due registi belga) arriva a Liège e accetta un patto col diavolo per conquistare il suo posto al sole. E se Steven Soderbergh ripercorre le orme del 'Che' (Benicio Del Toro, somigliantissimo) con un doppio biopic, Pablo Trapero porta 'Leonera', il dramma di una studentessa universitaria, che finisce in prigione (in Argentina) incinta.

 

Infine Sean Penn presidente di giuria: scelta, comme d'abitude, coraggiosa e in linea con la tradizione del Festival.