Torna alla home di Quotidiano.net
CANALI
Home Quotidiano.Net | Multimedia

Speciale Cannes 2008

LA SESTA GIORNATA

Il dramma dell'immigrazione
secondo i fratelli Dardenne

Quarta partecipazione alla kermesse per i due cineasti, che presentano in concorso 'Le silence de Lorna'. La pellicola racconta di quel popolo che si aggira per l'Europa con un solo sogno: avere una nazionalità nel Vecchio Mondo per far parte della società ricca

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

L'attrice Arta Dobroshi tra i registi Luc e Jean-Pierre Dardenne Cannes, 19 maggio 2008 - Un mese e mezzo di prove solo per l'attrice protagonista. Anche a questo arrivano Jean-Pierre e Luc Dardenne pur di ottenere i risultati desiderati. Così lavorano i due fratelli belga, habituè sulla Croisette e con già due Palme d'oro in tasca. Ci riprovano ora con 'Le silence de Lorna', ispirato a una storia vera e presentato al Festival di Cannes: "Era un'extracomunitaria sposa di un belga ad uso cittadinanza. Il personaggio ci ha affascinato ed è nata Lorna", spiega Jean-Pierre.


"Qualunque provenienza andava bene, purchè di un Paese non membro della UE. L'attrice è stata scelta dopo lungo casting in giro per i Balcani", aggiunge Luc.


Kosovara di Pristina, 29 anni, Arta Dobroshi ha imparato il francese in soli due mesi per diventare Lorna: "È stato un privilegio per me lavorare con loro, specie per tutto il tempo di prove che mi hanno concesso. Alla fine ci siamo accorti che il personaggio prendeva forma dalle prove ed è veritiero: sono a conoscenza di parecchie situazioni provenienti dal mio paese, situazioni di vera sopravvivenza".

 

A lei si unisce la voce del suo connazionale Alban Ukaj, interprete di Sokol, il fidanzato di Lorna: "Io sono stato un rifugiato durante la guerra in Kosovo e so cosa significa: non esiste condizione più umiliante della non appartenenza ad un territorio".

 

Fedeli al proprio cinema sociologico, i fratelli Dardenne volgono qui lo sguardo ai problemi dei migranti: "In Belgio è in corso un disegno di legge per regolare le immigrazioni. Noi siamo contrari ad ogni forma di reclusione degli extracomunitari perchè sono causa di traumi famigliari impensati, specie per i bambini: pensiamo a i ragazzi che lasciano le scuole, le case in cui sono cresciuti all'improvviso. Il problema delle migrazioni non deve mai essere giudicato con ingenuità", denuncia Jean-Pierre.


Gli fa eco il fratello, sostenendo quanto i valori da loro proposti nei film - in una realtà che "non deve essere abbellita, assolutamente" - siano "totalmente umani e non necessariamente religiosi: attenzione a non fare superficiali confusioni".

 

In 'Le silence de Lorna' diverse sequenze mostrano il denaro: "Non siamo ipocriti: il denaro non è un concetto negativo, lo diventa nelle sue applicazioni. Noi cerchiamo di mostrare sempre lo 'scambio' del denaro perchè è la sua funzione naturale. Quella etica, quando è costruttiva. Il denaro non deve essere accumulato, ma scambiato", affermano in coro.

 

Quarta volta per loro sulla Croisette, i Dardenne rilevano infine un dato di mercato: "Noi seguiamo il festival dagli anni '60, perchè nei cinema belga poi uscivano tutti i film in cartellone: oggi non è più così". 'Le silence de Lorna' uscirà comunque in vari Paesi inclusa l'Italia, grazie a Lucky Red che lo ha anche coprodotto.

 









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro