In concorso il film argentino diretto da Lucrecia Martel. E' la storia di una donna che, un giorno, crede di aver investito qualcuno o qualcosa e da allora per lei sarà tutto diverso
Cannes, 21 maggio 2008 - Lucrecia Martel autrice de 'La Mujer sin Cabeza' ('La donna senza testa'), passato in concorso per l'Argentina alla 61ma edizione del Festival di Cannes, parla del suo film omaggiando il regista italiano Michelangelo Antonioni: ''Non ho voluto imitarlo, almeno non l'ho fatto coscientemente. Lui è un grande maestro che ha permeato tutti. E' come un Cristo per la cultura occidentale''. Una precisazione da parte della Martel (già autrice di 'La Cie'naga' e 'La nina santa') quasi necessaria per i toni rarefatti della sua pellicola che, alla prima stampa, è stata accolta con alcuni buuu e solo qualche applauso.
''Posso capire che un film così possa dividere - commenta la regista in conferenza stampa a Cannes - e possa essere amato o odiato''.
'La Mujer sin Cabeza' racconta la storia, quasi in soggettiva, di Veronica (Maria Onetto) una donna adulta che un giorno, alla guida dell'auto, in un momento di distrazione, ha l'impressione di aver investito qualcosa o qualcuno. Ha ucciso un cane, una persona? Lucrecia non lo sa, ma da allora per lei sarà tutto diverso. Quasi non riconosce il marito, i suoi parenti stretti, il suo stesso lavoro e si muove come un fantasma tra quello che era la sua vita con uno strano distacco. E tutto questo con una sola ossessione: se non c'è il cadavere (è desaparecido), non c'è neppure la colpa.
Comunque, spiega la molto cattolica e protetta da Pedro Almodovar, Lucrecia Martel: "non è una metafora della dittatura Argentina'' (così aveva annunciato questo film in più di una intervista). Ma solo la storia di una donna che dopo questo incidente ''subisce un processo esattamente contrario a quello dell'educazione. Come pensa anche la medicina popolare del Nord del mio paese, dopo un fatto traumatico, l'anima è come si distaccasse dal corpo quasi per salvaguardare se stessa. E per questo fatto la percezione delle cose torna a essere nuova, come vergine. Si torna a vedere con occhi nuovi''.
Il film, co-prodotto dall'italiana Teodora Film di Vieri Razzini e Cesare Petrillo e dalla RC di Tilde Corsi e Gianni Romoli insieme alla spagnola El Deseo di Almod¢var, e l'argentina Lita Stantic, sarà distribuito in Italia dalla Teodora in autunno.