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Speciale Cannes 2008

CANNES 2008

Applausi senza ovazioni per 'Che'
Protagonista Benicio Del Toro

Il film di Soderbergh, in concorso al Festival di Cannes, è una lunga avventura nella giungla, piena di combattimenti, spezzoni di repertorio in bianco e nero ricostruiti dei momenti più importanti della vita pubblica del Che

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Benicio Del Toro Cannes, 22 maggio 2008 - Nella sala Debussy, a fine della lunga prima proiezione stampa dell'atteso film di Steven Soderbergh, 'Che', ci sono stati applausi, ma non un'ovazione. Di diverso tono la proiezione parallela, sempre di 4 ore e 28 nella sala Grand Theatre Lumiere dove alla presenza dell'intero cast, ospiti importanti come Tyson e Maradona, e soprattutto del protagonista assoluto del film Benicio Del Toro sono stati lunghi e sentiti.

 

Le due parti del film vanno dal primo incontro tra il medico argentino Ernesto Guevara e il fratello minore di Fidel Castro, l'attuale presidente di Cuba Raoul in un appartamento di Città del Messico nel '55 alla sua morte nella giungla boliviana nel '68. Il film di Soderbergh in concorso al Festival di Cannes è un progetto frutto del lavoro di sette anni fortemente voluto da Benicio Del Toro che è anche produttore insieme al regista e a Laura Bickford.

 

Il film è una lunga avventura nella giungla, piena di combattimenti, spezzoni di repertorio in bianco e nero ricostruiti dei momenti più importanti della vita pubblica del Che ed anche scene in cui il rivoluzionario argentino insegna come fare la rivoluzione. Tra queste frasi: ''un rivoluzionario è guidato prima di tutto dall'amore'', ''noi fuciliamo e continueremo a fucilare, la nostra rivoluzione è a morte''.

 

Soderbergh che ha girato il film in spagnolo (attento anche al grosso bacino di mercato ispanico) non si è sbilanciato troppo su molti punti oscuri della vita del Che, tra cui il rapporto problematico con Castro. Ha preferito, un po' didascalicamente raccontare il rivoluzionario instancabile, mite e il pacifico e sempre coraggioso senza la stessa consapevolezza del mito che avrebbe poi generato. Il film, volutamente o no, oltre la vita del 'Che' racconta puntualmente tutti i passaggi che hanno fatto sì che questa figura diventasse mito. E calca molto sul discorso tenuto dal Che nel 1964 alle Nazioni Unite con il rivoluzionario che entra nella sala al grido di assassino.

 

Tra le frasi leggere del film quella che dice appunto Benicio Del Toro ad un suo guerrigliero dopo essere stato intervistato da un giornalista: ''preferisco affrontare un soldato piuttosto che un giornalista''.

 









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