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Speciale Cannes 2008

ADORATION

I labirinti della Rete
seducono Egoyan

Il regista canadese è maestro del cinema d'intrigo e contorsione psicologica. Il film esalta due sue passioni: l'attenzione ai fenomeni della comunicazione e del linguaggio via internet della nostra epoca da un lato, la costruzione a scatole cinesi della trama dall'altro

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Il regista Atom Egoyan e Rachel Blanchard Cannes, 22 maggio 2008 -Grande attesa per il nuovo film di Atom Egoyan, maestro del cinema d'intrigo e contorsione psicologica, figura carismatica del cinema canadese (anche se è armeno di origine ed è nato al Cairo), abbonato al concorso della Croisette. Il film in concorso si intitola 'Adoration'.

 

Rispetto ad altre prove viste in passato, il film esalta due delle passioni del suo regista, l'attenzione ai fenomeni della comunicazione e del linguaggio via internet della nostra epoca da un lato, la costruzione a scatole cinesi della trama dall'altra. Con una certa fatica si viene a capire infatti che la piece teatrale che lo studente canadese Simon vuole mettere in scena su incoraggiamento della sua professoressa, è ispirata a una storia vera di follia estremista avvenuta anni prima. Sempre a tentoni si registra che di tutto ciò si parla incessantemente nella comunità internet a cui si confida Simon, che il ragazzo ha vissuto drammi e sopraffazioni giovanili (è orfano in seguito a un incidente di macchina in cui il padre era alla guida ed ha ucciso la madre, morendo a sua volta), che la sua insegnante nasconde un segreto legame con lui.

 

Collante dei tre piani della narrazione (il passato, il presente sulla Rete, la finzione drammaturgica) è l'incomprensione fra culture e l'intolleranza del mondo occidentale per quel Medio Oriente che poco conosce e che sempre più spesso identifica con il terrorismo. Dall'altra parte pero' c'è anche la follia dei kamikaze, come il ragazzo giordano, di cui racconta la ricostruzione teatrale, che aveva nascosto nella borsa della sua ragazza (peraltro incinta) una carica esplosiva destinata a saltare con lei a bordo.

 

Cosa capiamo gli uni degli altri - si chiede il regista - nella babele comunicativa di oggi? ''Questo film - dice Egoyan - parla di percezione, tolleranza, paura e terrore, adorazione e deferenza tra esseri umani e quindi soprattutto di verità''.

 

Interpretato da giovani attori canadesi come l'esordiente Devon Bostik a fianco di vecchie conoscenze come l'affascinante Arsinee Khanjian (nella vita compagna del regista e vera star canadese) o Scott Speedman, 'Adoration' rischia di avvolgersi nelle stesse spire problematiche che lo rendono affascinante, ma ha il gran merito di porre le domande cruciali del nostro tempo in una forma originale, elegante e visivamente smagliante.