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Speciale Cannes 2008

'IL DIVO'

La vita di Andreotti a Cannes
Applausi per il film di Sorrentino

Il film racconta, tra il fantastico e il reale, alcuni momenti della vita del senatore a vita, interpretato da Toni Servillo. Il regista: "La verità su Andreotti? Un obiettivo da penetrare, la sua indecifrabilità rimane tale fino alla fine"

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Massimo Popolizio e Toni Servillo Cannes, 22 maggio 2008 - Si e' chiusa con un sentito applauso la proiezione dell'atteso film di Paolo Sorrentino 'Il divo' in concorso alla 61ma edizione di Cannes che si chiudera' domenica.
Il film che racconta, tra il fantastico e il reale, alcuni momenti della vita del senatore a vita Giulio Andreotti (nella foto) sara' distribuito in Italia dal 28 maggio dalla Lucky Red.

 

"La verità su Andreotti? Un obiettivo da penetrare, la sua indecifrabilità rimane tale, persiste fino alla fine: azzardo delle ipotesi, meglio, faccio dei ragionamenti nel regno delle ipotesi. Nei suoi confronti, si hanno manifestazioni e sentimenti analoghi a quelli per Berlusconi: amore e odio, fascinazione e repulsione". Intervistato da cinematografo.it, il regista Paolo Sorrentino presenta così "Il Divo".

 

Negare da parte di Andreotti di averlo incontrato, per Sorrentino è "una strategia consolidata negli anni: negare per tirarsene fuori. L'ha fatto a volte in modo così plateale e infantile da farci credere che siamo tutti stupidi: sotto mentite spoglie, deve avere un complesso di superiorità fortissimo".

 

E sull'anteprima a Cannes, commenta: "Costante nella biografia di Andreotti è l'interesse per il confine di un evento a lui correlato: se rimane nel territorio nazionale, non se ne preoccupa più di tanto, perchè intende l'Italia quale cosa sua, se invece travalica le Alpi va su tutte le furie, orgoglioso com'è del suo credito internazionale".

 

Infine, il regista, per la terza volta in concorso a Cannes, parla dell'interpretazione di Toni Servillo nei panni del Divo Giulio: "A Servillo ho ripetuto quel che avevo dedotto da 'The Queen' di Stephen Frears: la strada non era fare un sosia di Andreotti, ma l'assonanza. Helen Mirren è la regina Elisabetta II, e contemporaneamente se stessa, così Servillo".