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Speciale Cannes 2008

UNDICESIMA GIORNATA

Wenders guarda ai grandi maesti
Ma 'Palermo shooting' delude

Il regista tedesco punta su un cast di stelle e dedica il suo lavoro a Michelangelo Antonioni e Ingmar Bergman, ma il risultato finale non convince critica e stampa. In concorso anche 'Entre le murs' del francese Laurent Cantet

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Cannes, 24 maggio 2008 - Un omaggio a Michelangelo Antonioni e Ingmar Bergman, che non convince troppo critica e stampa. "Palermo Shooting", il film di Wim Wenders in concorso, con un cast di stelle ha suscitato anche qualche ironica risata.

 

La pellicola racconta la storia di Finn (Campino, il cantante rock dei Die Toten Hosen), un fotografo di grande successo. Fisico atletico, spider inglese d'epoca, I-pod sempre acceso. Uno che ha tutto, insomma. A un certo punto, però, rischia la morte per un incidente d'auto ed entra in crisi. Tra sogni, incubi, delirio e realtà, Finn decide che non ha più tempo per riscattare una vita che forse ha sbagliato fin dall'inizio.

 

Arrivano gli incontri con il barbone saggio, con il pastore saggio, con il passante saggio, con uno spirito saggio (cameo di Lou Reed), fino alla sua decisione 'saggia' di partire per Palermo. Qui Finn trova una restauratrice (Giovanna Mezzogiorno) che - guarda caso - ha avuto lo stesso problema e che sta restaurando proprio il grande affresco del Trionfo della Morte (inizio secolo XV conservato nella Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis).

 

Tra i due nasce una relazione dal sapore iniziatico e amoroso fino a quando lo stesso Finn si trova minacciato da un inquietante monaco (in realtà la morte stessa, interpretata da Dennis Hopper) con il quale alla fine avrà un lungo liberatorio dialogo. La morte, si scoprirà, non è affatto cattiva, anzi ''è anche stufa di essere considerata un bad guy (un tipo cattivo)'', una delle frasi che ha suscitato più di qualche ironia.

 

Nel cast del film anche la modella Milla Jovovich e il violoncellista e compositore Giovanni Sollima. Colonna sonara come sempre strepitosa con Lou Reed, Portishead e anche Fabrizio De André (Quello che non ho).

 

Di diverso genere, invece, 'Entre le murs' del francese Laurent Cantet, seconda pellicola in concorso. "Con questo film racconto la scuola come è, non come dovrebbe essere", ci tiene a sottolineare il regista. Il lungometraggio ha per protagonista François, insegnante di francese in una scuola difficile. Il suo obiettivo è riuscire a motivare ed istruire i ragazzi senza però omologarli.

 

La pellicola è stato girata in un edificio moderno, senza ippocastani nei cortili e alti soffitti "per mostrare - chiude Cantet - la scuola di oggi senza l'ideologia che ostacola spesso il dibattito sulla scuola".

 









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