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Speciale Champions League 2008

CHAMPIONS LEAGUE

Mancini: "Serve la partita perfetta"

Il tecnico nerazzurro all'impresa contro i Reds ci crede ma sa bene che per l'Inter incerottata di questi tempi non sara' facile rimontare i due gol presi ad Anfield. "Servira' grande aggressivita', in modo che loro possano andare in difficolta' sotto la nostra pressione e non rendere il massimo"

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Appiano Gentile (Como), 10 marzo 2008  - Aggrappato al precedente del 1965, ottimista per forza ma comunque realista. Roberto Mancini all'impresa col Liverpool ci crede ma sa bene che per l'Inter incerottata di questi tempi non sara' facile rimontare i due gol presi ad Anfield. Per questo dice e ripete che "tutta una stagione non deve basarsi su una sola partita". Come a dire che comunque andra' a finire c'e' vita dopo il Liverpool.

 

Intanto pero' bisogna crederci, sapendo che non c'e' una ricetta per l'impresa ma che "come diceva Boskov serviranno testa fredda e piede caldo, perche' il cuore lo e' sempre". "Non credo- spiega Mancio- che ci sia qualcosa di particolare da fare, tipo attaccare a testa bassa o altro. E' una partita di calcio ed e' aperta a qualsiasi risultato. Non sara' facile perche' l'andata l'abbiamo giocata in 10 per 60 minuti e il Liverpool ci ha messo in difficolta', ma ogni partita ha la sua storia e domani vedremo come andra' a finire".

 

Servira' una serata senza errori, "perfetta" dice Mancini, soprattutto in difesa dove mancheranno Cordoba, Samuel e Materazzi. "Questo e' un piccolo svantaggio che abbiamo, siamo contati in difesa. Noi dobbiamo cercare di far bene, per ribaltare un 2-0 serve una serata perfetta sotto tutti i punti di vista. A volte pero' le partite cambiano in un minuto, quando tutto sembra finito, non dovremo avere quindi fretta e avere la testa fredda".

 

Ma non solo: "Servira' grande aggressivita', in modo che loro possano andare in difficolta' sotto la nostra pressione e non rendere il massimo. Pero' quando hai giocatori bravi, e il Liverpool ne ha, il gol puo' arrivare in ogni momento, dovremo quindi fare una gara molto attenta e molto aggressiva sul loro possesso palla".

 

Mancini non ci sta a passare per pessimista ma mette nel conto che domani puo' essere il capolinea in Europa. Solo chiede di non ridurre il giudizio di una stagione a una partita. "Io non sono mai pessimista- puntualizza- assolutamente no. Penso che le possibilita' ci sono perche' la Champions e' piena di serate in cui risultati che si credevano impossibili da ribaltare poi sono stati ribaltati. Sono ottimista ma solo non credo che tutta una stagione debba basarsi su una partita. Ora abbiamo questo ottavo di finale, ma abbiamo anche il campionato in cui quest'anno dovremo lottare sino alla fine".

 

Il Liverpool arriva subito dopo la festa del centenario. Puo' essere stata piu' una distrazione o un modo per allentare la tensione? "Le celebrazioni del centenario sono state molto sobrie e credo che non ci abbiano assolutamente distratto, ma non credo che conti molto: martedi' sara' un'altra partita, un'altra serata. Ma, ripeto, una stagione non si basa su una partita. Ci sono squadre che in 100 anni di storia hanno giocato migliaia di partite di Champions e pur avendo avuto fior di campioni hanno vinto solo due Champions. Anche la squadra piu' attrezzata puo' correre il rischio di andar fuori ma non puo' essere giudicata solo su una partita. Non bisogna quindi fare un dramma se si dovesse andar fuori. Abbiamo ancora un campionato molto difficile, che si chiudera' solo alla fine, non sara' come l'anno scorso. Ora dobbiamo quindi pensare a questa partita con serenita', senza pensare ad altre cose. Poi vedremo. E comunque se anche riuscissimo nell'impresa ci sarebbero poi altre 4 parite prima della finale, sarebbe ancora lunga".

 

Il problema, ora, e' che l'Inter sembra stanca. Non per il tecnico nerazzurro: "Non siamo al massimo della condizione, e' vero, ma non perche' abbiamo una condizione fisica non ottimale ma perche' stiamo pagando i troppi infortuni di giocatori importanti. Non siamo al top quindi, per questo domani sera dovra' andare in campo gente al 100% e in grado di correre per 120 minuti".

 

 

Che Liverpool ci si deve aspettare? "Non mi sembra che sia una squadra che giochi per difendersi, anche se poi si difende molto bene. Avendo un vantaggio di due gol giochera' la sua partita, non credo che si chiudera' a meno che non abbia la 'fortuna', come noi all'andata, di trovarsi con un giocatore in meno dopo mezzora. Credo che verranno a fare la loro partita, sono una squadra forte e negli ultimi anni hanno eliminato squadre forti".

 

Nessun 'miracolo' dall'infermeria: "Siamo quelli che eravamo sabato, non ci sono altri che recuperano ad eccezione di Chivu che sara' di nuovo tra i convocati. Per noi e' importante che Cristian possa esserci visto che in difesa siamo contati. Sta stringendo i denti, ha ancora un po' di dolore ma i grandi giocatori sono quelli che vanno in campo anche menomati, con i dolori, per essere comunque utili alla squadra. Sono gradi giocatori anche per questo, non solo per un colpo di tacco o una rovesciata. Nei momenti difficili i grandi giocatori devono fare la differenza anche in questo senso".

 

Cruz non gioca dall'andata, ma per Mancini e' pronto anche se nelle ultime tre settimane non ha messo minuti nelle gambe: "Non e' un problema, sta bene e si allena da 10 giorni. Solo situazioni tattiche particolari hanno fatto si' che non sia entrato in campo sabato ma sta bene". Nessuna replica a De Rossi, sui presunti favoritismi all'Inter ("Non credo sia il momento di fare altre polemiche, ora pensiamo alla Champions") ma testa solo al Liverpool.

 

Sperando di ripetere l'impresa della Grande Inter nel 1965. "Quella partita e' un grande ricordo per i tifosi dell'Inter, perche' e' stato sicuramente un risultato straordinario e perche' quella squadra ha poi vinto tutto quello che c'era da vincere. Speriamo che tra altri 43 anni i tifosi si possano ricordare di questa serata".

 

Intanto dai tifosi Mancio si aspetta una grossa mano: "Credo che San Siro pieno possa far la differenza. Pero' e' chiaro che dipende anche da noi: se il pubblico vede che c'e' la possibilita' di ribaltare il risultato puo' essere determinante".

 

Come puo' esserlo Ibrahimovic. "Puo' essere la partita di chiunque, anche se fosse la partita di Cruz o Rivas sarebbe lo stesso. Io comunque dico che i grandi giocatori non fanno la differenza solo perche' fanno gol o un colpo spettacolare ma anche nella preparazione di una partita o dopo una partita. Come per Ronaldinho o Messi, anche quando si parla di Ibra si pensa sempre che possa fare 2-3 gol a partita. Un giocatore puo' essere determinate non solo con i gol ma anche con altre cose. Pero' come l'Inter resta una grande squadra sia che vinca che se va fuori, cosi' Ibra resta un grande giocatore sai che giochi bene o meno bene".

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