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Speciale Champions League 2008

CHELSEA

Tra delusioni e partenze,
la strana finale dei Blues

Eppure suona storta la vigilia londinese, mesta come un blues malinconico. Perche' nonostante il secondo posto all'ultima giornata di Premier, e il trono d'Europa in attesa per la prima volta, Abramovich ha deciso, stando ai tabloid, di sostituire Avram Grant in ogni caso

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Avram Grant Londra, 19 maggio 2008  - Il Chelsea e' fuori ritmo. A due giorni da una partita pronta ad esplodere non c'e' carica. I Blues rimestano nel significato intrinseco ai colori. Blu, appunto, il colore della sofferenza: in greco cyanos, da cui cianotico, in latino coeruleus, cioe' pallido. Mercoledi' il derby col Manchester a Mosca vale la Champions, la storia e un oceano - blu - di rivincite.

Eppure suona storta la vigilia londinese, mesta come un blues malinconico. Perche' nonostante il secondo posto all'ultima giornata di Premier, e il trono d'Europa in attesa per la prima volta, Abramovich si e' allineato alle tribolazioni dello spogliatoio, se non dei tifosi. E ha deciso, stando ai tabloid, di sostituire Avram Grant in ogni caso, magari con Roberto Mancini. Questione d'appeal, quello aveva Mourinho, e che non ha "the average man".

Due parole su Grant: si e' ritrovato in mano una squadra costruita da un altro che non lo voleva, e l'ha portata nell'ombra a giocarsi il titolo inglese fino all'ultima giornata, nonche' la finale di Champions, quando il suo predecessore cosi' "speciale" si era fermato sempre alle semifinali.

Ora il gioco della sedia dice: Mancini al Chelsea, Mourinho all'Inter e Grant... al limite responsabile dell'area tecnica di Abramovich: "Se non sono soddisfatti di me- ha detto il tecnico israeliano- non ci sono problemi. Come non ce ne saranno se saro' io a volermene andare".

 

Il vuoto pneumatico delle motivazioni si colma pero' con la voglia di rivincite. Personali soprattutto. Tipo Michael Ballack, che sente puzza di ricorsi spiacevoli. Il centrocampista tedesco, eroe del finale di stagione, nel 2002 prima perse la finale di Champions con il suo Bayern Leverkusen battuto dal Real Madrid, poi anche la finale dei susseguenti Mondiali contro il Brasile. "Questa e' un'occasione d'oro per rimettere le cose a posto- dice- daro' tutto per vincere questa partita".

O tipo Drogba, che invece nell'ultimo periodo, praticamente certo di andar via (al Milan? All'Inter?), si e' segnalato piu' per alterchi fanciulleschi con Ballack (contro il Manchester sono quasi venuti alle mani per calciare una punizione) che per altro.

E prima della gran finale diventa il "nemico" di Rooney e Vidic, che attaccano: "E' fuori di testa- dicono- e' un giocatore strepitoso quando e' in forma, ma certe volte sembra che la sua testa non sia proprio tranquilla".

O, ancora, quella semplicemente attuale di Cech: "Abbiamo perso il campionato, e loro ora hanno una grande spinta. Ma quando perdi, il dispiacere si trasforma presto in rivalsa. E ora abbiamo la possibilita' di rifarci". Aspettando che il blues diventi un rock.

 

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