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A cura di
Matteo Leonelli
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24/06/2007 00:23
CASO LITVINENKO

Scaramella agli arresti domiciliari
nella villa di famiglia a Napoli

Dopo sei mesi di carcere l'ex consulente della commissione Mitrokin torna a casa. Il 3 dicembre fu ricoverato a Londra per sospetto avvelenamento, poi l'arresto per un giro di rifiuti

Mario Scaramella Napoli, 21 giugno 2007 -  Dopo sei mesi di carcere Mario Scaramella, ex consulente della commissione Mitrokin, ha lasciato la sua cella di Regina Coeli ed è tornato a casa, agli arresti domiciliari. Lo riferisce Il Mattino.

 Secondo il quotidiano partenopeo da ieri Scaramella è nella villa di famiglia a Itri in provincia di Latina. Ieri nel pomeriggio, nell'auto dei genitori, l'ex consulente ha lasciato la Capitale per recarsi in provincia di Latina dove la famiglia Scaramella ha una casa. È qui che resterà agli arresti domiciliari dove, come prevede il provvedimento del Gip romano Gabriele Muntoni, potrà vedere solo i suoi difensori e i familiari.


Lo scorso 3 dicembre 2006 Scaramella fu ricoverato in un ospedale di Londra perché ritiene di essere stato avvelenato dal polonio, lo stesso che uccise Litvinenko, l'agente russo ucciso a Londra con il polonio 210. Il 5 dicembre fu poi indagato nell'ambito di una inchiesta condotta dalla procura di Napoli per un giro di rifiuti smaltiti in modo irregolare nell'area del parco del Vesuvio. Il giorno di Natale fu arrestato a Napoli all'aeroporto di Capodichino dopo essere sbarcato dall'aereo provenienti da Londra.

Ad ammanettarlo gli agenti della Digos partenopea su ordine della Procura di Roma. Il 28 dicembre fu interrogato per sei ore. Un interrogatorio nel quale Scaramella tira in ballo anche il premier russo Vladimir Putin, ma i Pm non gli credono. La richiesta dei domiciliari era già stata fatta lo scorso 30 dicembre, ma il Gip di Roma Valerio Savio la respinge.


Lo scorso 12 giugno, invece, viene messa una nuova ordinanza di custodia contro Scaramella per una serie di truffe ai danni del Parco nazionale del Vesuvio. Non è stato facile per i suoi difensori, anche dopo l'ultima ordinanza ordinanza di arresto per la gestione dell'Ecpp (Environmental Crime Prevention Program), ottenere la modifica della detenzione. Ad accusare l'avvocato napoletano anche il fratello di Litvinenko, Maxim.

 Anche la vedova dell'agente russo aveva dichiarato che Scaramella voleva notizie sui rapporti con il Kgb.

 

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