Clamoroso: maturanda perquisita
e spogliata in bagno dalle prof
Fioroni ha aperto un'inchiesta
Il presidente della quarta commissione d'esame del liceo scientifico Marie Curie di Giulianova, era convinto che una studentessa stesse nascondendo un telefonino. Ragazza sotto choc, ecco le accuse del padre
Giulianova (Te), 27 giugno 2007-"Sospetti infondati" è con queste parole che parte l'accusa della studentessa perquisita e spogliata a Giulianova (Te) durante l'esame di maturità.Un caso che ha mosso immediatamente l'attenzione del ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, che ha disposto l'invio di una ispezione per accertare quanto successo nel liceo durante l'esame di maturità.
Lo svolgimento dei fatti.Lunedì mattina, ore dieci, tutti gli studenti erano concentrati nel risolvere i quesiti delle cinque materie quando il compito della ragazza viene interrotto sotto il volere del presidente delle commissione convinto che la studentessa stesse nascondendo un telefono cellulare. E' a questo punto che inizia l'incubo della ragazza che portata in bagno da due professoresse è stata spogliata e perquisita, "costretta a sollevarsi la maglietta e perfino il reggiseno"racconta il padre sdegnato. Ma l'ispezione, con grande imbarazzo, non ha portatio a niente, la studentessa era pulita, tutti i sospetti erano infondati.Alla ragazza, sotto choc, è stato chiesto di tornare in classema a quel punto, racconta ancora il padre, "lei non voleva più riprendere a sostenere il compito: sono stati i compagni di classe a convincerla a rimanere nonostante, l'umiliazione subita".
Il presidente di commissione non ha nessun problema a motivare i suoi sospetti: "Alcuni insegnanti presenti con me in commissione, avevano raccolto informazioni secondo le quali pareva che la ragazza avesse sostenuto la prova di matematica, il giorno precedente, utilizzando un telefonino o un microfono. Alla luce di queste informazioni, ho ritenuto opportuno quantomeno verificare, che la studentessa non nascondesse nulla...".
Il padre della ragazza ha denunciato l'episodio all'associazione nazionale dei comitati di base degli insegnanti, Gilda, che ha provveduto ad inviare un esposto al ministero della pubblica istruzione. "Un episodio del genere in trent'anni di professione, non mi era mai capitato - commenta Angelo Scebba, delegato del Gilda - per questo ho ritenuto doveroso informare l'opinione pubblica. Solo le forze dell'ordine possono procedere, sulla base di motivate ragioni, a delle perquisizioni. Certo, non possono farlo dei docenti in una scuola...".
Ribatte il commissario di commissione sottolineando quanto l'accaduto non sia stato oltraggioso nei confronti della studentessa, aggiungendo: "La verifica, non potevo certo farla io, o qualche altro docente di sesso maschile... Ho ritenuto opportuno poi, che il tutto si svolgesse in bagno, per non turbare la classe. Quando si è scoperto che non nascondeva nulla, tutto è rientrato. Non capisco perché tanto clamore...".
Ora, il padre della ragazza, teme ripercussioni. "Ho inviato la denuncia all'associazione Gilda, perché, io stesso, sono un insegnante, e davanti ad una vicenda del genere, mi sono sentito mortificato due volte. Da padre e da docente. Spero che mia figlia, non abbia ripercussioni, soprattutto nel corretto svolgimento del suo esame".
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