"Gli ospedali italiani?
Migliori degli inglesi"
L'inaspettato elogio al nostro sistema sanitario arriva da una giornalista del giornale britannico, che ha raccontato la sua positiva esperienza in occasione del ricovero del fratello all'ospedale di Todi
Roma, 4 agosto 2007 - La sanità italiana meglio di quella britannica. L'inaspettato elogio arriva da un suddita di Sua Maestà, Rosemary Righter, giornalista del 'Times', che dalle colonne del suo giornale ha raccontato un'esperienza molto positiva avuta in occasione del ricovero del fratello all'ospedale di Todi.
Il lungo articolo si intitola "Una lezione di sanità,stile italiano" e il quotidiano britannico sottolinea che la prestazione del nosocomio italiano fa 'vergognare' il prestigioso Nhs, il servizio sanitario pubblico del Regno Unito.
La Righter non ha nascosto di aver avuto dei pregiudizi sugli ospedali della penisola, dopo alcune disavventure in passato, e di aver inizialmente sperato di poter riportare presto il fratello Sholto in Gran Bretagna. L'uomo aveva accusato un malore mentre si trovava in vacanza in Umbria. Ma l'assistenza, celere e competente, ricevuta a Todi è andata al di là di ogni più rosea aspettativa.
"Dieci secondi dopo aver suonato il campanello del Pronto Soccorso, mio fratello era sottoposto a un elettrocardiogramma da due medici veloci, entrambi gentili". E ancora: "Entro poco più di un'ora era stato sottoposto a raggi X, ultrasuoni, controlli del sangue; era stato visto da un radiologo e da un cardiologo. Gli era stata diagnosticata un'infiammazione acuta pericardiale e lo avevano sistemato in una stanza fresca e immacolata con due letti e vista sulla città".
Non sono mancati i paragoni polemici con la sanità britannica: "In un ospedale di Londra avremmo certamente aspettato molto di più solo per vedere un medico". A colpire la reporter del Times sono stati "la velocità, l'efficienza, l'accuratezza e il buon umore" dell'equipe medica, con cui, ha scritto, "Londra non potrebbe competere".
La Righter ha molto apprezzato perfino gli elementi di 'colore' delle corsie italiche. Dal fatto che siano gli stessi pazienti, e non gli infermieri, a misurare la temperatura col termometro, all'abitudine dei familiari ad aiutare per quello che possono, portando posate, carta igienica e una scorta di cibi per supplire allo scarso menu ospedaliero. "Gli italiani - ha sottolineato la giornalista - pensano che i loro servizi pubblici siano i peggiori. L'ospedale di Todi è anche sotto costante rischio di chiusura".
Ma a sorprendere più di tutto l'osservatrice straniera è stato il fatto che, dopo giorni di esami e check-up, suo fratello sia uscito dall'ospedale di Todi come un uomo nuovo: aveva addirittura smesso di fumare.
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