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Cronaca

CONIUGI MASSACRATI A TREVISO

Fermati tre stranieri: "Uccisero per 20 euro"

Sono sospettati di essere gli autori del duplice delitto: i due albanesi avrebbero già messo a segno una serie di colpi nel Veneto, mentre il romeno sarebbe stato il basista. A inchiodarli il video di un bancomat rubato alla vittima: sono riusciti a prelevare solo 20 euro 

Guido Pellicciardi e Lucia Comin Treviso, 4 settembre 2007 - La notizia è arrivata oggi, proprio quando la Prefettura di Treviso aveva fissato un vertice sulla sicurezza al quale avrebbe dovuto partecipare anche il procuratore generale di Venezia Ennio Fortuna.

 

Gli autori del delitto più crudele degli ultimi anni nel Trevigiano, e non solo, sono stati fermati nella notte dai carabinieri del nucleo provinciale di Treviso a poco meno di due settimane dal fatto: il 21 agosto scorso, a Gorgo al Monticano (Treviso), Guido e Lucia Pellicciardi, 68 anni lui, 62 lei, sono stati massacrati a colpi di spranga e di coltello molto probabilmente per una rapina finita male.

 

Venti euro: è il bottino della banda che ha ucciso barbaramente i coniugi. Secondo le ultime risultanze delle indagini infatti i malviventi dopo aver colpito, ucciso e aver rubato un postamat si sono recati, verso le sette del mattino, presso uno sportello postale per tentare un prelievo di denaro.
Ancora drogati, cocaina, sono arrivati in centro a Motta di Livenza, a pochi chilometri dalla zona del delitto, ed hanno ritirato il massimo che si poteva prelevare con la tessera rubata a Lucia Comin: 20 euro. Il filmato registrato dalle telecamere, inutilizzabile da un punto di vista probatorio, ha comunque permesso un parziale riconoscimento dei banditi che poi sono stati individuati ed arrestati.

 

La svolta è arrivata con il fermo di due albanesi trentenni e un rumeno di 21 anni, quest'ultimo considerato il basista della banda, quello che aveva suggerito ai due albanesi di rapinare i coniugi Pellicciardi custodi della villa dei Durante, facoltosa famiglia trevigiana. Secondo indiscrezioni da parte del procuratore generale di Venezia, Ennio Fortuna, sarebbe stato proprio la confessione del rumeno a portare agli arresti della notte.

 

Gli investigatori sono arrivati ai tre grazie alle numerose tracce lasciate dagli aggressori, tra cui tracce ematiche e cocaina, droga sotto l'effetto della quale avrebbero agito gli assassini. Il rumeno aveva lavorato in passato alle dipendenze della famiglia Durante e aveva probabilmente suggerito ai complici albanesi un blitz nella villa di Gorgo per costringere i coniugi Pellicciardi a rivelare la combinazione della cassaforte di casa. La notte del 21 agosto invece qualcosa è andato storto: i custodi non hanno parlato, anche perchè non sapevano certo la combinazione della cassaforte e la furia cieca degli aggressori si è scatenata a colpi di spranga e coltello.

 

Botte e sevizie spietate che hanno portato alla morte le due vittime dell'aggressione ricomposte assurdamente nel letto della casa dove risiedevano. I cadaveri erano stati trovati da una guardia giurata poche ore dopo durante un giro di ispezione. Fondamentale la testimonianza di un vicino che, svegliatosi nella notte, aveva visto fuggire degli uomini che parlavano una lingua dell'Est. L'autopsia aveva confermato la crudeltà del delitto, 'un delitto di incredibile efferatezza', come aveva commentato il capo della Procura trevigiana Antonio Fojadelli e per il quale si erano levate grida d'allarme da parte di tutto il mondo politico non solo locale. Oggi la svolta nelle indagini con i tre arresti effettuati tra Venezia e Treviso: l'accusa per tutti è di omicidio volontario aggravato.

 

Uno dei tre, un albanese con precedenti per rapina e stupro, era stato appena liberato dal carcere per effetto dell'indulto. A incastrare i rapinatori sono state le riprese effettuate dalla telecamera della banca dove i tre si erano recati per prelevare denaro con il bancomat delle vittime: le immagini di pessima qualità hanno comunque permesso di risalire a volti e nomi ben precisi. Secondo le indiscrezioni, il rumeno che avrebbe già confessato tutto agli investigatori.










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