PESARO, 18 settembre 2007 - IL SECONDO testamento di Luciano Pavarotti parla americano. E non solo perché è scritto anche in inglese. Specifica chi e in che modo dovrà prendersi cura dell’appartamento di New York su Central Park. Le sorprese sono solo tecniche, non emotive. Il Maestro affida alla moglie Nicoletta la gestione di un trust, cioè di una cassaforte che contiene quote azionarie di una cooperativa edilizia a cui fa capo anche l’appartamento di Central Park a New York di cui Pavarotti è proprietario da oltre 25 anni. Nicoletta è l’amministratrice pro tempore di queste quote azionarie ma è anche la beneficiaria ultima.
IN PRATICA, il trust, che è stato riconosciuto in Italia con una convenzione dal primo gennaio ’92, è un modo come un altro per mettere al riparo un bene da pretese creditizie di terze persone, per fare beneficenza o per ottenere qualche vantaggio fiscale (ma negli Stati Uniti) non dovendo affrontare subito le spese di successione. Perché in questo caso il trust c’era già: la proprietà dell’immobile di New York, del valore di svariati milioni di euro, era nella quota ‘disponibile’ che il primo testamento ha attribuito completamente a Nicoletta.
DI TUTTO questo avrebbe dovuto parlare il notaio Luciano Buonanno, che invece tace, pur non avendo vincoli di segretezza. Colpa, a suo dire, della pressione subita in questi giorni dalla stampa. Invitato da Bruno Vespa a Porta a Porta, intende rinunciare ad andarvi, ma non è detta l’ultima parola. Ieri ha preso carta e penna invece lo studio legale Bernini di Bologna. Lo ha fatto a nome di Nicoletta Mantovani, che ha voluto aprire il secondo testamento firmato dal tenore il 29 luglio nella sua villa di Pesaro.
LO STUDIO bolognese ha emesso un comunicato voluto da Nicoletta per eliminare qualunque dubbio sulle ultime volontà del Maestro. Eccolo. «I sottoscritti professor avvocato Giorgio Bernini, professor avvocato Anna Maria Bernini, dottoressa Alessandra Novani, nella loro veste di consulenti della dottoressa Nicoletta Mantovani, vedova Pavarotti, hanno richiesto l’apertura del testamento pubblico, verbalizzato il 29 luglio 2007 a ministero del notaio dottor Luciano Buonanno».
«QUESTO secondo testamento — prosegue —, redatto in italiano e in inglese, costituisce l’integrazione del precedente testamento pubblico, verbalizzato il 13 giugno 2007, a ministero del notaio dottor Giorgio Cariani, nel quale la dottoressa Nicoletta Mantovani è stata nominata erede universale. Con il testamento del 29 luglio 2007 vengono regolate le modalità con cui la dottoressa Nicoletta Mantovani, nella sua veste di esecutore testamentario, dovrà curare l’amministrazione di un trust, già predisposto a suo favore dal Maestro Luciano Pavarotti a norma della legge americana, avente ad oggetto la proprietà dei certificati azionari rappresentativi di una quota di cooperativa edilizia, corrispondente ad una porzione di immobile parte di un condominio situato in New York». Aggiunge al telefono la dottoressa Bernini: «Per evitare equivoci, va chiarito che la beneficiaria dei beni di New York è la vedova. La quale ora ha il compito di amministrare il trust fino a quando lo riterrà opportuno. Non ci sono altri beneficiari, noti o protetti da riservatezza».
SUL VALORE dell’eredità Pavarotti la pubblicazione dei due testamenti non indica alcuna somma. Sarà il notaio a dover ripercorrere l’elenco di tutti i beni lasciati dal Maestro agli eredi per poi suddividerlo in quote. Poi affiderà il 50 per cento alle quattro figlie e il 25 per cento alla vedova Nicoletta Mantovani, a cui spetta anche l’altro 25 per cento della cosiddetta ‘disponibile’. Da qui va tolto un milione di euro donato da Pavarotti al suo segretario tuttofare, il peruviano Edward Tinoco, e alla sua compagna Veronica: con quel denaro compreranno casa a Pesaro, preferibilmente vicino a quella del Maestro. Già nelle mire di tanti danarosi acquirenti.
di ROBERTO DAMIANI
Tutto pronto per la partenza della quinta edizione dell'Isola dei Famosi. Al comando ancora una volta Simona Ventura che si confessa sulle pagine di Diva e Donna. "Trovo sempre la voglia di andare avanti"