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Cronaca

SCUOLA NEL MIRINO

Messina, auto del preside in fiamme
Catania, necrologi fasulli a prof severo

 Nel primo caso non sarebbe piaciuta a qualcuno la decisione del dirigente di formare le classi a sorteggio. Nel secondo il macabro scherzo sarebbe dovuto alla severità del professore Commenta

Alcuni studenti in aula Messina, 18 settembre 2007 - Due presidi nel mirino in Sicilia. Felice Colucci, responsabile della scuola media «San Francesco di Paola» di Messina è stato vittima di un grave atto intimidatorio: gli è stata incendiata l'auto sotto casa. A Catania invece  un manifesto rende nota la morte del preside del liceo classico Micheli Amari. Il quale, dando prova di un certo senso dell'umorismo, ringrazia con un altro manifesto.

 

INTIMIDAZIONI A MESSINA

Dopo il messaggio intimidatorio - l'altra notte - al preside Felice Colucci, di una scuola media di Messina (ignoti gli hanno incendiato l'auto sottocasa), si scopre che già nel 1990 era accaduto un analogo fatto: era dirigente della scuola di Villa Lina, nel quartiere Giostra, quando gli bruciarono la vettura.

Aveva sequestrato la pistola a un ragazzo: «In fondo - racconta oggi il preside - qualche ritorsione me l'aspettavo». Stavolta, invece, afferma di essere stato «colto di sorpresa». Dietro quest'ultimo gesto ci sarebbe infatti una decisone non gradita assunta dal consiglio d'istituto riguardo alla formazione delle prime classi attraverso il sistema del sorteggio. Una novità che i genitori avevano disapprovato con forza nei giorni scorsi. «Non sospetto di nessuno - dice Colucci - ma non posso non ricordare come abbia subito delle pressioni, in alcuni casi quasi delle minacce, ma non mi sarei aspettato certe reazioni.


In conseguenza a quella decisione, qualcuno mi aveva chiesto il 'nulla osta' per il trasferimento dei figli in un'altra scuola: non l'ho concesso perchè il numero dei docenti assegnati è legato a quello delle richieste di iscrizione. Ma tutto appare così abnorme e insensato...».

 

SCHERZI MACABRI A CATANIA

A metà fra l'intimidazione e lo scherzo goliardico, invece, l'episodio verificatosi a Catania, dove nel primo giorno di scuola è stato affisso un manifesto che rende nota la morte del preside del liceo classico Micheli Amari. Poco  dopo il professore -  ancora vivo e vegeto - ne fa affiggere un altro, ''ringraziando'' gli autori dello scherzo ma precisando di ''ritrovarsi vivo con somma soddisfazione'' personale.


Ma a parte lo scambio di battute a distanza, il professor Isidoro Nucifora, 46 anni di insegnamento alle spalle con 33 anni di esperienza di preside, parla anche di ''scarso senso di rispetto e di civiltà'' da parte dei giovani, che il preside identifica come ''sono 4-5 ragazzi dei 1.094 che frequentano l'istituto''.

 

L'annuncio della morte del preside Nucifora, affisso sui muri attigui il liceo, era completo di foto del 'defunto' e invitava amici e parenti ad ''astenersi dalle visite''. Informato dell'accaduto, il preside ha subito fatto affiggere dei suoi 'ringraziamenti', annunciando che continuera' la sua azione educativa ''con la serenita' e la fermezza di sempre''.


I ragazzi imputerebbero al professore un'eccessiva severità: gli autori del brutto scherzo potrebbero essere gli stessi che mesi fa hanno imbrattato la scuola con scritte contro il preside, paragonando l'istituto a una caserma e a un carcere. Nucifora annuncia che non presentera' alcuna denuncia: per lui il caso e' gia' chiuso.

 

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