Palermo, 20 novembre 2007 - Con l'accusa di avere imposto il pizzo a commercianti e imprenditori di Gela (Caltanissetta), gli uomini della Squadra Mobile di Caltanissetta e del Commissariato di Gela hanno arrestato all'alba di oggi 14 persone, ritenute appartenenti alla 'Stidda'. L'operazione antimafia è stata coordinata dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. Cinque degli indagati erano in libertà, mentre ad altri nove il provvedimento giudiziario è stato notificato in carcere.
Le ordinanze sono state firmate dal gip di Caltanissetta Paolo Fiore su richiesta del procuratore Renato Di Natale e dei sostituti Nicolò Marino, Antonino Patti e Rocco Liguori. I reati contestati vanno dall'associazione mafiosa all'estorsione, ricettazione, detenzione e porto di armi da fuoco. L'operazione fa seguito a un'indagine iniziata dalla Squadra Mobile nissena e del Commissariato gelese nel febbraio 2006.
"Questa operazione antimafia conferma ancora una volta che il 'pizzo' non guarda in faccia n nessuno. Le vittime delle estorsioni erano sia imprenditori che commercianti a tappeto". Lo ha detto il dirigente della Squadra mobile di Caltanissetta, Marco Staffa, commentando il blitz antimafia che la notte scorsa ha portato a Gela all'arresto di quattordici persone, ritenute appartenenti alla 'Stidda', cioè la Cosa nostra nissena. Dall'inchiesta, coordinata dalla Dda di Caltanissetta, è emerso che il pizzo veniva imposto a tappet. I commercianti potevano arrivare a pagare fino a 1.500 euro al mese.
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