"RISPONDEREMO alla citazione, che secondo il mio avvocato è priva di fondamento", ha commentato ieri Lidia La Marca. Anche Franca Corfini ha incaricato il proprio legale di "andare avanti, puntando sull’infondatezza delle accuse". Un po’ se l’aspettavano, le due donne, di essere coinvolte in una battaglia giudiziaria: entrambe non si tirarono indietro nel raccontare, all’indomani della morte di Pavarotti, particolari sulla vita privata del Maestro, tirando in ballo Nicoletta con commenti che, secondo l’avvocato della Mantovani, Anna Maria Bernini, hanno offeso profondamente la vedova del tenore".
GLI ATTI di citazione sono stati depositati presso le cancellerie civili dei tribunali di Modena (per Franca Corfini) e Bologna (per Lidia La Marca) circa un mese fa: "Un provvedimento — aggiunge l’avvocato Bernini — che Nicoletta ha preso per tutelare la figlia Alice e la memoria del marito, messe in pericolo dalle dichiarazioni rilasciate più volte e in varie sedi dalle due donne. Se riusciremo a vincere questa battaglia e ad ottenere il risarcimento, i soldi saranno destinati in beneficenza. E’ questo il volere di Nicoletta Mantovani Pavarotti".
NELLA SOSTANZA in alcune interviste ai quotidiani ed in una successiva apparizione nel salotto tv di Bruno Vespa, Nicoletta si sarebbe sentita diffamata perchè dalle dichiarazioni di Franca Corfini e Lidia La Marca, Pavarotti sarebbe apparso come un uomo isolato, debole e facilmente influenzabile dalla moglie che lo tormentava con carte da firmare. Alla fine di ottobre poi la decisione di Nicoletta, che non aveva mai replicato, di apparire nella trasmissione di Fabio Fazio ‘Che tempo che fa’ per difendersi e soprattutto salvaguardare la figlia Alice da quelle che considerava calunnie.
val.b.
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