La Spezia, 26 novembre 2007 - Ha ucciso l'amico fingendo un incidente di caccia e poi si è tolto la vita. Per i Carabinieri di Pontremoli è risolto il giallo sulla morte di Maurizio Cioni, il 49enne magazziniere di Follo (La Spezia) trovato cadavere nei boschi di Pallerone in Toscana.
Ad Arcola (La Spezia), ieri in mezzo agli ulivi a pochi passi da casa, Giordano Trenti, 45 anni dipendente dell'Enel, un suo amico e compagno di tante battute di caccia al cinghiale, si è tolto la vita. Accanto al cadavere i militari dell'arma hanno trovato il fucile da caccia, ma anche due biglietti. In uno c'era scritto: "Non c'entro nulla con la morte del mio amico".
Ma in realtà forse il rimorso per quello che aveva fatto quel maledetto 17 novembre scorso è stato fatale. Non ha retto e si sparato con lo stesso fucile con il quale, secondo l'accusa, aveva freddato alle spalle il suo amico per ragioni passionali. Un rancore che si portava dentro da molto tempo.
I militari dell'arma hanno arrestato anche la moglie del Cioni, Clara Maneschi, con l'accusa di omicidio in concorso. Da tempo conosceva Giordano e secondo gli investigatori lo ha avvertito per telefono che la mattina del 17 novembre il marito sarebbe andato a caccia.
Giordano nei giorni scorsi era stato ascoltato a lungo dagli investigatori: aveva cercato insieme agli altri cacciatori l'amico scomparso ed era stato anche al funerale. Quando è stato trovato il cadavere del Cioni, aveva vicino a sè il fucile compagno di tante per le battute di caccia e c'era anche il suo cane. Aveva vegliato il corpo del suo padrone per tutta la notte.
Secondo una ricostruzione degli inquirenti, Trenti, sposato e padre di due figli, sarebbe stato da tempo innamorato della moglie di Cioni. I due sarebbero stati solo amici, e la donna avrebbe confidato spesso a Trenti, che era amico da anni di Cioni, le difficolta' del rapporto col marito. Secondo i carabinieri, sarebbe stata proprio la donna a indicare a Trenti il luogo dove, il 18 novembre, il marito sarebbe andato a caccia.
Trenti, che si e' ucciso con il suo fucile da caccia, ma non con quello con cui ha sparato a Cioni, ha lasciato un biglietto vicino a se', nel quale sembra voler smentire la sua partecipazione all'omicidio. ''Io non so chi abbia ucciso Maurizio - ha scritto Trenti prima di morire -, ma questa cosa non riesco piu' a sopportarla''. Ma gli investigatori avrebbero, contro il suicida, prove certe. Nello stesso testo, Trenti scrive rivolgendosi alla propria moglie e ai figli: ''Ce la farete anche senza di me. Vi amo''.
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