Perugia, 27 novembre 2007 - Che Amanda Knox fosse presente nella casa degli orrori di Via Sant'Antonio a Perugia sono convinti il pm e la polizia scientifica. Il magistrato ha fondato il proprio convincimento sui risultati dei rilievi che evidenziano una macchia di sangue della studentessa americana (per gli inquirenti potrebbe essere conseguenza di epistassi, di cui soffrirebbe anche Raffaele da quanto hanno evidenziato i legali del giovane) in prossimità del rubinetto del bagno, che si trova accanto alla stanza dove Meredith è stata uccisa.
Il pm che ha depositato stamani una memoria al Tribunale del riesame, in vista dell'udienza del 30 novembre, ha anche evidenziato come la scena del delitto sia stata ripulita. Per Mignini è particolare la non presenza di impronte riconducibili alle coinquiline conviventi nell'abitazione, come appare quantomeno strano che "il vetro rotto rinvenuto risulta essere stato rotto probabilmente dall'interno", nel tentativo, si presume, di inscenare un furto (sebbene ciò non appaia verosimile in quanto, scrive il pm, "sulla porta d'ingresso non sono state trovate tracce di effrazione"). Tutto ciò fa propendere il magistrato a considerare accresciuti gli elementi d'accusa nei confronti di Amanda Knox.
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