Catania, 30 novembre 2007 - Era deceduta in seguito alle ferite riportare in un incidente stradale a Catania, la madre aveva deciso di donare gli organi della figlia, una ragazza romena di 26 anni, ''per amore dell'Italia e per dimostrare che anche i romeni anche un cuore''; ma l'espianto non e' stato possibile per un sospetto tumore al fegato rilevato in sala operatoria.
Raluca Tigau, che da due anni lavorava in Italia come badante, era stata ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale etneo, diretto dal dottore Sergio Pintaudi, il 21 novembre scorso. Ieri sera la morte encefalica della paziente e la decisione della madre, arrivata il giorno prima dalla Romania, e sostenuta da padre Valentino della Chiesa Ortodossa.
''Nessuna madre - ha spiegato la scelta della donazione degli organi la donna - dovrebbe mai assistere alla morte del proprio figlio: spero che la donazione dei suoi organi abbia un valore per la nostra gente e per l'Italia. Desidero che Raluca venga ricordata per il suo ultimo gesto d'amore''.
''Il mancato prelievo per fatti inerenti la sicurezza dei riceventi - afferma il dottor Pintaudi - non diminuisce il gesto di generosita' della mamma di Raluca che mi ha particolarmente colpito perche' fra le numerose motivazioni che mi e' capitato di raccogliere nell'arco della mia carriera nel difficilissimo momento della decisione della donazione degli organi non mi era mai successo di cogliere una ragione di cosi' alto senso morale che va oltre la sensibilita' individuale arrivando sino al sentimento di responsabilita' sociale, addirittura nazionale''.
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