Quattro gli operai morti e tre ancora in gravissime condizioni. Massimo riserbo sulle indagini, sequestrata una 'scatola nera' che potrebbe aiutare a chiarire le cause del rogo. Ferrero chiede un Consiglio dei ministri straordinario
Torino, 8 dicembre 2007 - Indagini in corso per accertare le responsabilità dell'incendio scoppiato nella notte tra mercoledì e giovedì all'interno dell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino, dove sette operai sono stati trasformati in torce umane. Quattro di loro sono morti, mentre gravissime restano le condizioni degli altri tre.
Sull'intera vicenda viene mantenuto uno stretto riserbo al Palazzo di Giustizia di Torino. Secondo indiscrezioni, tuttavia, ci sarebbero già i primi iscritti nel registro degli indagati a cui vengono contestate le ipotesi di accusa di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. Non è ancora chiaro quante persone siano state indagate, ma secondo voci non confermate potrebbe essere due o tre.
L'inchiesta è condotta dai pm Laura Longo e Francesca Traverso e coordinata dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello. Sono in atto accertamenti per chiarire con precisione quale sia stata la causa che ha fatto scoppiare l'incendio alla linea 5 dell'impianto di trattamento termico dove è avvenuta la tragedia.
La procura ha sequestrato una sorta di scatola nera che riguarda l'apparecchiatura. Gli inquirenti si aspettano da questo materiale di avere indicazioni più precise su quello che è accaduto. Nel frattempo la procura ha incaricato l'Asl di fare ogni accertamento sulla sicurezza dello stabilimento anche in proiezione futura.
Ieri, intanto, sono iniziati i primi controlli sugli oltre 300 estintori esistenti nello stabilimento. Trenta sono stati portati nella sede dei vigili del fuoco dove verranno analizzati nel dettaglio perché contengono materiale liquido e gassoso. Agli altri è stata applicata una procedura che ne permette l'uso ma non la modifica in attesa degli accertamenti della magistratura.
Al momento dell'incidente alcuni operai hanno denunciato che tre estintori su cinque non funzionavano. Obiettivo degli inquirenti è capire che uso ne venisse fatto da parte dell'azienda e degli operai. Sembra infatti che alle volte, nei piccoli interventi, gli estintori fossero usati per metà e poi non più ricaricati. Una prassi che li rendeva inutilizzabili perché il materiale all'interno diventava scadente sul fronte della sicurezza.
Nuova incursione su internet della scandalosa insegnante di lettere di Pordenone, in arte "Madameweb". In un filmato si vede la donna senza veli alla fiera dell'eros di Berlino