Ancora paura a Garlasco, il comune dell'omicidio di Chiara Poggi. Questa volta il giallo si è risolto subito. Un uomo e una donna sono rimasti uccisi dal gas di scarico della vettura dove si erano rinchiusi per un pò di intimità. All'inizio si è pensato a un omicidio, a un suicidio-omicidio o a un doppio suicidio
Garlasco (Pavia), 14 dicembre 2007 - Garlasco, il comune dell'omicidio di Chiara Poggi, ancora al centro della cronaca nera. I cadaveri di un uomo e di una donna sono stati trovati in auto un garage di via Bozzola. Ma questa volta il giallo si è risolto nel giro di poche ore: i due sono rimasti uccisi dal gas di scarico della vettura dove si erano rinchiusi per un po' di intimità.
Dopo un'accurata indagine sono state scartate le ipotesi di omicidio, di suicidio-omicidio o di doppio suicidio e si è scoperto che i due sono rimasti vittima di un'imprudenza. Erano morti già da 24 ore Bruno Gioncada e Teresa Siciliano quando, poco dopo le 21 di giovedì 13 dicembre, i carabinieri hanno trovato i loro corpi senza vita nel garage di via Bozzola, dove abita l'uomo, un vedovo 63enne titolare di un allevamento di maiali in pensione. La donna era la proprietaria di una videoteca, 55 anni, separata dal marito.
I due si erano conosciuti qualche tempo fa a Garlasco. Rimasti entrambi senza coniugi, pare che la coppia avesse iniziato a frequentarsi anche se la loro relazione non era stata ancora ufficializzata. L'altro ieri sera Teresa Siciliano, residente a Borgo Priolo ma di fatto domiciliata alla frazione Fumo di Corvino San Quirico (Pavia) e Bruno Gioncada avevano deciso di appartarsi nel garage di proprietà dell'uomo sulla Volkswagen Polo della commerciante. Per riscaldarsi avevano incautamente lasciato il motore acceso, sprigionando monossido di carbonio. Solo nella serata di ieri, non riuscendo a mettersi più in contatto con il padre, la figlia di Bruno Gioncada, Maria Rita, impiegata di 33 anni, è andata a controllare e ha scoperto i due cadaveri nel garage.
L'allarme al 118 è scattato immediatamente e, per un paio d'ore, la popolazione di Garlasco è ripiombata nell'incubo. A quattro mesi di distanza dal delitto di Chiara Poggi, assassinata a 26 anni il 13 agosto scorso nella villetta di via Pascoli, in paese si è temuto un altro fatto di sangue. Quando sul posto sono arrivati i carabinieri, non era ancora stata scartata l'ipotesi di un omicidio-suicidio: il corpo della donna era stato trovato sul pavimento dell'autorimessa, in posizione supina, riverso tra la parete del box e la ruota posteriore destra della sua auto. Il cadavere di Bruno Gioncada, invece, era ancora seduto sul sedile del passeggero, con la schiena adagiata sul cruscotto e la portiera aperta.
Agli investigatori e al medico legale di Pavia, giunto in via Bozzola, è bastata un'ispezione superficiale per ricostruire la dinamica dell'accaduto: i corpi non presentavano alcun segno di violenza (e quindi è stata subito esclusa l'ipotesi di un omicidio-suicidio) e nell'abitacolo della vettura non sono stati trovati tubi (facendo scartare anche la possibilita' di un doppio suicidio). Il sostituto procuratore di Vigevano, Claudio Michelucci, ha comunque disposto l'autopsia sui corpi di Bruno Gioncada e Teresa Siciliano. Contestualmente verrà effettuato anche l'esame tossicologico. Ma per i carabinieri non ci sono più dubbi: la morte del pensionato e della commerciante non può che essere accidentale, causata dall'inalazione di monossido di carbonio.
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