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Cronaca

SOS COSMETICI CINESI

Bimba si trucca per la recita
e va in choc anafilattico

Palermo, all'improvviso la piccola - di soli dieci anni - ha lamentato gonfiore del viso e della lingua. L'insegnante ha avvisato la madre, che ha accompagnato la figlia al pronto soccorso: "La situazione rischiava di precipitare" Commenta

trucchi, cosmetici PALERMO, 15 dicembre 2007 - Una bimba di dieci anni si trucca per prepararsi alla recita di Natale, utilizzando prodotti cinesi, ma viene colta da uno choc anafilattico e rischia di morire.


Per fortuna, è stata salvata da un medico della Rianimazione. È accaduto a Salemi, nel trapanese, come racconta oggi 'Il Giornale di Sicilià. La bambina si trovava a scuola per il rientro pomeridiano.


Dopo essersi truccata, stava partecipando alle prove di una recita scolastica in vista del prossimo Natale. All'improvviso ha lamentato dei malesseri, quali gonfiore del viso e della lingua. L'insegnante ha avvisato tempestivamente la madre, che ha accompagnato la figlia presso il pronto soccorso dell'ospedale di Salemi. I medici hanno diagnosticato uno choc anafilattico e somministrato alcuni farmaci che hanno tamponato la situazione «che rischiava - dicono - di precipitare».


Il fenomeno dei prodotti a basso costo che arrivano dall'Oriente allarma i sanitari ma anche gli investigatori siciliani che temono danni più seri sulla salute dei più piccoli. La Sicilia è diventata ormai il regno dei falsari, che importano merci a basso costo e la distribuiscono poi in tutto il Mezzogiorno d'Italia.

 

Un'inchiesta pubblicata sull'ultimo numero di «Asud'Europa», il settimanale edito dal Centro Studi Pio la Torre, ha verificato che soprattutto da Cina e India arrivano vestiti, pelletterie, giocattoli, ma anche farmaci e cosmetici privi di ogni certificazione di sicurezza. Un vero attentato alla salute dei consumatori che movimenta un giro di affari di oltre 7 miliardi di euro.


L'anno scorso la Guardia di Finanza ha sequestrato nell'isola quasi mezzo milione di prodotti contraffatti, una goccia nel mare dell'illegalità. Sul podio del «tarocco» ci sono i giocattoli (oltre la metà dei sequestri), seguiti da abbigliamento e alimentari.
Basti pensare, sottolinea la Coldiretti, che sono stati trovati sui banchi dei negozi agrumi spacciati come siciliani che, invece, arrivavano dalla Nuova Zelanda ed erano stati trattati con conservanti tossici vietati nell'Unione europea.

  • 15/12/2007 10:23

    dopo dicono che bisogna essere comprensivi, favorire l'integrazione...questa gente si vuole integrare? non riescono a capire , a vedere la situazione in italia tra dieci, venti anni?? come avra' preso piede questa gentaglia?? spero solo che conseguenze negative ricadano solo su chi è solidale su questa gente e mai su chi ha capito che questa gente ci portera' in rovina.
  • 15/12/2007 11:56

    diamo spazio ai cinesi...ci troveremo bene... anche dare solidarieta' a rom , slavi albenesi rumeni... stiamo tranquilli... sono venuti in italia solo per lavorare...lasciamo anche aperte le nostre case.. sono gente onesta... non sono delinquenti... lasciamo aperte le nostre case, ospitiamoli..
  • 15/12/2007 12:55

    L'unica strada, al di la delle frontiere che sono un colabrodo anche per i prodotti importati, sono i sequestri preventivi delle merci e loro incenerimento che renderebbero sicuri i nostri bancali. Vedrai che dopo che ad un importatore gli bruci sistematicamente la merce non avrà più convenienza nel farlo. Ovviamente il tutto dovrebbe essere coordinato dal ministero dell'interno con i NAS e quant'altri hanno il dovere di salvaguardare la salute pubblica. L'altra arma è quella di non comprare prodotti di dubbia provenienza, scelta intelligente ....ma questa è un'altra storia.
  • 15/12/2007 13:18

    E' l'ennesimo caso di mancato controllo sulle merci che entrano nel nostro paese, e non solo da noi.Possibile che chi intende introdurre delle merci in un paese non debba preventivamente chiedere un permesso o ricevere dei controlli di qualità per i quali essere responsabile?
  • 15/12/2007 14:18

    io abito nella citta' dove c'e'la 2a Chinatown europea, dopo Londra.I cinesi fanno i loro comodi,perche' nessuno ha mai impedito loro di farlo.In nome di una falsa integrazione che invece ha portato all'aumento del razzismo,sono state concesse loro cose che noi residenti non immaginiamo nemmeno. Ora son tutti a piangere perche' i cinesi ci hanno invaso.Io personalmente ho preso l'abitudine di leggere le etichette di tutto quello che compero.Se e' cinese , lo lascio.non perche'sono razzista, ma perche' proprio non mi fido. Assoluta mancanza di controlli, da parte loro e' comprensibile, da parte nostra no, mi rendono diffidente.Bisognerebbe fare tutti cosi,non farsi tentare dai prezzi minimi, che naturalmente nascondono qualita' pessime.Forse qualcosa risolveremmo, chissa.
  • 15/12/2007 17:13

    Io abito in Africa Centrale, il commercio è quasi tutto in mano a importatori arabi, senegalesi e maliani (tutti musulmani) che invadono il mercato di merce avariata o al massimo di bassissima qualità, il controllo è inesistente e le consequenze sono incontrollabili. lo stipendio medio è di 50$ e a queste condizioni la merce cinese è la sola che può essere alla loro portata. Ma l'Italia che fà parte del G8 allora dà l'ennesima prova d'essere un paese del 3° mondo, come dicono le altre comunità europee siamo il paese africano a nord e visto quello che succede negl'ultimi anni a livello politico, sportivo ed economico non posso dargli torto. Come siamo caduti in basso.
  • 16/12/2007 23:29

    problemi del genere sono avvenuti recentemente in usa. la gente ha capito, e i prodotti cinesi sono in continua diminuzione.
  • Sono presenti 7 commenti
 

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