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Cronaca

IL GIALLO DI PERUGIA

Amanda Knox dirà la sua verità al magistrato

Concorso nell'omicidio di Meredith Kercher e nella violenza sessuale da questa subita sono le accuse delle quali deve difendersi Amanda Knox. La ragazza risponderà alle domande del pm nell'interrogatorio in programma nel carcere di Capanne. Lo ha riferito uno dei suoi difensori

delitto di perugia: amanda knox, coinquilina di meredith e indagata Perugia, 16 dicembre 2007 - Amanda Marie Knox (nella foto) è pronta a rispondere alle domande del pm di Perugia. Lo ha riferito uno dei suoi legali, l'avvocato Luciano Ghirga spiegando che la Knox "è pronta a rispondere alle domande che gli verranno poste, per fare chiarezza su quella che è la sua verità". La ragazza, che prima ha negato e poi ammesso alla polizia di essere stata presente in casa quando Meredith Kercher è stata uccisa uccisa, sarà sentita dal pm lunedì 17 dicembre. 

 

Il sostituto procuratore, Giuliano Mignini sentirà la giovane statunitense nel carcere di Capanne dove si trova dal 6 novembre scorso. Concorso nell'omicidio di Meredith Kercher e nella violenza sessuale da questa subita le accuse delle quali deve rispondere insieme al suo ormai ex fidanzato Raffaele Sollecito, a Rudy Hermann Guede e a Patrick Lumumba Diya, l'unico tornato in libertà per decisione del gip e su richiesta del pm per il venire meno dei gravi indizi di colpevolezza.

 

Amanda Knox è considerata dagli inquirenti una figura centrale dell'indagine condotta dalla squadra mobile di Perugia e dallo Sco. Una giovane ''dalla multiforme personalità''' hanno sostenuto i giudici del riesame, ''fatta di spigliatezza e scaltrezza, non disgiunta da ingenuità ma con una forte propensione scenica e un'elevata, si direbbe fatale, capacità di aggregazione''. Nella ricostruzione accusatoria è collocata nella camera di Mez mentre la sua coinquilina veniva uccisa. "Era lì - sostiene il pm - insieme a Guede e Sollecito. Con lei il giovane ivoriano sarebbe entrato in casa la sera del primo novembre".

 

Ed è Guede a sostenere che Meredith si sarebbe lamentata con lui della sparizione di una somma piuttosto consistente di denaro dalla sua camera dicendogli che poi ne avrebbe parlato con Amanda. A carico della Knox ci sono poi le tracce di Dna, suo e della vittima, trovate su un coltello sequestrato in casa di Sollecito e considerato compatibile con l'arma dell'omicidio.

 

Sentita il 2 novembre come testimone dalla polizia, la studentessa di Seattle riferì di essersi allontanata dall'appartamento di via della Pergola il pomeriggio del giorno prima del delitto per poi trascorrere la notte a casa di Sollecito. Secondo la sua versione in casa tornò la mattina successiva per fare la doccia, trovando la porta aperta e tracce di sangue in un bagno. Insospettita raggiunse di nuovo il fidanzato e insieme diedero l'allarme ai carabinieri, "dopo però - ha sostenuto l'accusa - che la polizia postale era giunta nell'abitazione trovando il cadavere di Mez".

 

Alle 1.45 del 6 novembre la Knox venne di nuovo sentita dagli inquirenti ai quali riferì invece di essersi recata in casa con Lumumba il quale - secondo la sua versione - fece sesso con Meredith della quale si era invaghita. ''Ricordo confusamente che l'ha uccisa lui'' disse riferendosi al musicista congolese che però ha sempre negato di essere stato nell'appartamento (nel quale non sono state trovate sue tracce) e di avere violentato e ucciso Mez. Spiegò inoltre di non ricordare se fosse stato presente anche Sollecito.

 

Subito dopo essere stata fermata Amanda scrisse tre fogli in inglese consegnandoli al personale della mobile perchè li leggessero. ''So di non aver ucciso Meredith. Questo è quello che so per certo'' sostenne. Una versione ribadita anche davanti al tribunale del riesame che però ha confermato per lei e Sollecito, poi anche per Guede, la custodia cautelare in carcere. ''Sono innocente'' le sue parole mentre i suoi difensori hanno ribadito che la giovane non era nella casa del delitto mentre Meredith veniva uccisa. 










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