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IL COMMENTO

La Spagna ci sorpassa anche sui laureati

Italia popolo di eroi, santi, poeti, navigatori ma non di laureati. Almeno secondo l'indagine dell'Eurostat. Commenta

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Un popolo di eroi, santi, poeti, navigatori ma non di laureati. Eurostat, che sarebbe l’Istat europea, ha pubblicato i risultati di un’indagine sul lavoro 2005 dai quali si evince che la percentuale di maschi laureati dai 25 ai 64 anni in Italia è esattamente la metà della media europea: 11,6 per cento contro il 23,2. È il dato più basso di tutta l’Unione. Sorprendente. Il Bel Paese che ha dato i natali al Sommo Poeta e che può vantare, nei secoli, una moltitudine d’intellettuali famosi in tutto il mondo, nel Terzo Millennio si ritrova a un livello un po’ bassino, come Malta e la Romania. Le donne italiane laureate vanno un po’ meglio (12,8%), ma sempre male rispetto alla media comunitaria (22,7%). Primi della classe sono danesi e olandesi, bene anche la Germania. Ma la Spagna, il nostro «competitor» più diretto e più invidiato com’è andata? Ottimamente. Con il 28,1% di maschi laureati e il 28,3% di donne ci ha surclassato anche in questo. C’era da dubitarne?

di Cesare Paroli

  • 15/01/2008 12:24

    ho due figli, rispettivamente di 22 e 13 anni, quindi frequento le scuole medie e superiori da diverso tempo e ho notato con mio grande rammarico che il vero problema sono i professori, non sono in grado di insegnare e farsi rispettare e penso che sia una cosa che riguarda tutta l'italia senza distinzione di nord e sud.
  • 15/01/2008 12:35

    Dobbiamo svendere le nostre università alla Spagna come abbiamo fatto con l'alitalia alla Francia! Magari qualcuno si deciderà a formare nuove menti invece di mantenere i vecchi e nuovi baronati!
  • 15/01/2008 12:57

    vivo in Spagna da 8 anni e vi posso assicurare che la media di isrtuzione e veramente pietosa sembra di esere in un paese del terzo mondo ( in quanto a istruzione e comportamento e educazione ) smettiamola di tirarci pietre in faccia e cerchiamo di essere un po piu positivi
  • 15/01/2008 13:54

    E a che serve laurearsi? Tanto all'Italia non servono i laureati! Li lasciamo marcire nel precariato o li costringiamo a inventarsi un lavoro(come successo a me,laureato con master in economia)o a farli emigrare,magari in Spagna..
  • 15/01/2008 14:59

    Secondo me, il vezzo tutto giornalistico, di misurare ogni cosa con i numeri puo' portare ad interpretare la realtà in maniera distorta. L'ambizone di ottenere il famoso "pezzo di carta" a tutti i costi non sempre è una scelta intelligente. Per aspirare ad appartenere alla classe dirigente è necessario avere delle doti che a mio parere, non tutti gli studenti hanno. Occorrono serietà, capacità di sacrificarsi per migliorare sempre le proprie conscienze, disponibilità ad andare dove è necessario,ecc. In altre parole la laurea non è fine a se stessa, ma deve rappresentare un punto di partenza. Detto questo se in Italia abbiamo meno laureati che in Spagna non vedoil dramma. Meglio un buuon idraulico italiano di un cattivo laureato spaggnolo!!!!
  • 15/01/2008 15:04

    Hai ragione!!! Io mi sn laureata in ingegneria cn il max dei voti( in una citta dl"cosiddetto" nord..)e sn dovuta andare in spagna(dove vivo tuttora benissimo,pagatissima e felicissima..) per realizzarmi professionalmente!!
  • 15/01/2008 16:17

    E' ora di finirla di misurare la qualita' dell'istruzione italiana con il numero di laureati. Bisogna pure guardare alla qualita' e su questo piano abbiamo (o avevamo) pochi rivali. In America il livello degli studenti universitari fa rabbrividire. Guardare al numero ha portato a quelle riforme che cercano di far laureare tutti con un'inevitabile scadere del livello di preparazione medio. Quello che manca in Italia sono prospettive occupazionali serie per i laureati perche' non e' giusto che debbano sempre andare all'estero per non essere sfruttati; all'estero contribuiscono allo sviluppo di altri paesi che non hanno evidentemente investito niente nella loro istruzione. Saluti.
  • 15/01/2008 16:35

    Questa è una realtà che nasce da tutti quei meccanismi e paletti che non facilitinano agli studenti italiani il conseguimento dei titoli di studio. Grazie al Ministro Fioroni con le sue rigide novità avremmo ancora altri livelli al di sotto della media Europea. E non penso che il popolo italiano sia più incapace degli altri.
  • 15/01/2008 17:17

    Avete ragione!! Anch'io sono un laureato con il max dei voti che vive in Spagna e prende 1800e al mese(cn alloggio pagato) contro i 600e max al mese(senza alloggio)che mi davano in Italia.. WWWW la SPAGNA!!!!!!!!
  • 15/01/2008 17:44

    E' ora di finirla con il valutare il livello di istruzione dal numero di laureati. Bisogna guardare alla qualita' e su questo piano abbiamo (o avevamo) pochi rivali. In America il livello degli studenti fa rabbrividire. Guardare solo ai numeri e' cio' che ha portato quelle riforme tese a far laureare tutti con inevitabile scadere del livello dell'istruzione. Quello che manca in Italia sono prospettive occupazionali serie per i laureati perche' non e' giusto che, per non essere sfruttati, debbano andare all'estero dove contribuiscono allo sviluppo di altri paesi che evidentemente non hanno investito nulla nella loro istruzione. Saluti
  • 15/01/2008 18:16

    " La Spagna ci sorpassa anche sui laureati Italia popolo di eroi, santi, poeti, navigatori ma non di laureati. Eurostat pubblica un'indagine sul lavoro, nel Bel Paese i laureati sono la metà della media europea... " Se è per questo ci sorpassano alla grande anche come numero dei ricercatori e finanziamenti alla ricera: diciamo la verità, il sistema che si è andato affermando in Italia fondato sul paternalismo, il nepotismo, le decine di migliaia di precari tuttofare pessimamente pagati (o non pagati affatto), utilizzati perlopiù per coprire i buchi che si sono aperti nella didattica (invece che nella ricerca), insomma il giochino di rimpiazzare un ordinario pensionato con due o tre ragazzotti pagati 400 euro al mese, è arrivato al capolinea.
  • 15/01/2008 18:17

    Che modo prettamente giornalistico di presentare le cose! I confronti non devono essere fatti a "pelle" ma seriamente e con accurata analisi di ogni dato! Ma visto che la stampa cerca la provocazione a tutti i costi, i giornalisti italiani sono all'altezza della situazione? Il confronto con la stampa estera è stato fatto? Ritengo che le università italiane sfornino personale ben più qualificato di altre nazioni. In tanti paesi si chiama laurea ciò che in realtà è solo un diploma. A livello europeo si dovrebbe avere un programma scolastico unificato ma così non è. Unica carenza, non da poco, che i nostri testi di matematica sono delle opere letterarie: se ti sfugge una virgola non afferri più il concetto e vai fuori strada!
  • 15/01/2008 20:48

    La verità è che all'estero quando va un laureato italiano sono felicissimi, perchè sanno che si tratta di un laureato con un'ottima formazione e che tanto in Italia non tornerà più per come sono trattati in patria...
  • 16/01/2008 10:09

    non è solo per colpa dei politici, ma più in generale è colpa del consumismo,del crollo della famiglia, della droga,della fine degli ideali..,per risalire c'è molto da fare! ed è in direzione opposta di quella che non vuole il papa all'università.Memento, gente, memento!
  • 16/01/2008 12:15

    E cosa c'e' di male se i laureati in Italia sono "meno che in Spagna" ? E' gia' un disastro cosi', con lauree date a mezze calzette (da quando la produttivita' di un'universita' si misura in "numero di laureati" una laurea non si nega piu' a nessuno) che poi dopo la "laurea" pretendono, pretendono, pretendono.. e finiscono insoddisfatti , malpagati e frustrati. Tutta gente che sempre troppo tardi si rassegna a occupare il posto che le proprie capacita' avevano loro assegnato : manodopera. Per la quale siamo costretti a importare gli extracomunitari, perche' gli italiani "col titolo regalato" non lo vogliono piu' fare. Ma i zucconi rimangono zucconi: a mandarli a lavorare prima, credetemi, gli si faceva un favore. Regalandogli il pezzo di carta, abbiamo loro rovinato la vita.
  • 16/01/2008 13:17

    Molti laureati italiani cercano lavoro all'estero. Ne segue che l'Italia produce fin troppi laureati per le sue esigenze.
  • 16/01/2008 16:07

    Fino a quando nelle nostre università ci saranno professori baroni il cui unico interesse è quello di mantenere cattedre e corsi anche se non più attuali, e l'unico modo per ottenere questo è quello di bocciare più studenti possibile bloccando tesi, infischiandosene del regolamento universitario ecc. Professori che alla tenera età di 80 anni continuano ad "insegnare" servendosi di assistenti, ci sarà ben poco da sperare. L'unica speranza è quella di avere qualche santo in paradiso!
  • 17/01/2008 07:38

    Gli italiani sono piu’ bravi in confronto agli Spagnoli. In Italia c'erano molti scienziati, inventori e artisti. Quali inventori spagnoli c’erano? Italia aveva Marconi, Volta, Galbani. In Spagna c'era Il Greco e tanti pochi altri pittori notevoli, ma Italia era il nido di Giotto, Botticelli, Michelangelo, da Vinci, Boccioni, Carra'. Italia supera la Spagna nel campo di creativita'---le belle arti e la musica. La Spagna no ha prodotto un uguale a Verdi, Puccini, Donizetti, Rota; pero ha Il Picasso ed il Segovia e Villa-Lobos. La lingua della musica e' l'Italiano---non lo Spagnolo o il Tedesco. E devo chiedere: quante marche d'automobile prodotte in Spagna sono famose nel mondo? Non c'e La Fiat, L'Alfa, Il Lamborghini. Credo che nonostante la bassa posizione d'Italia nella scala di laureati adesso in Italia paragonata con il resto d'Europa, gli Italiani possono essere fieri della creativita' alla quale l'Italia ha dato la vita. Scusate il mio italiano imperfetto. C. Mei, San Francisco, Stati Uniti
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