Un popolo di eroi, santi, poeti, navigatori ma non di laureati. Eurostat, che sarebbe l’Istat europea, ha pubblicato i risultati di un’indagine sul lavoro 2005 dai quali si evince che la percentuale di maschi laureati dai 25 ai 64 anni in Italia è esattamente la metà della media europea: 11,6 per cento contro il 23,2. È il dato più basso di tutta l’Unione. Sorprendente. Il Bel Paese che ha dato i natali al Sommo Poeta e che può vantare, nei secoli, una moltitudine d’intellettuali famosi in tutto il mondo, nel Terzo Millennio si ritrova a un livello un po’ bassino, come Malta e la Romania. Le donne italiane laureate vanno un po’ meglio (12,8%), ma sempre male rispetto alla media comunitaria (22,7%). Primi della classe sono danesi e olandesi, bene anche la Germania. Ma la Spagna, il nostro «competitor» più diretto e più invidiato com’è andata? Ottimamente. Con il 28,1% di maschi laureati e il 28,3% di donne ci ha surclassato anche in questo. C’era da dubitarne?
di Cesare Paroli