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Cronaca

MAFIA

Calcestruzzi Spa nell'occhio del ciclone
Arrestato l'amministratore delegato

Ordine di custodia cautelare anche per altri tre dirigenti dell'azienda di Bergamo. Secondo gli inquirenti, la Calcestruzzi avrebbe proceduto in Sicilia e su tutto il territorio nazionale, alla creazione di fondi neri, ''da destinare a Cosa Nostra"

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guardia di finanza Caltanissetta, 30 gennaio 2008 - I carabinieri del Reparto operativo e il Gico della Guardia di Finanza di Caltanissetta hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nell'ambito dell'inchiesta sulla Calcestruzzi spa, l'azienda di Bergamo leader nella fornitura del calcestruzzo, accusata di collusioni con la mafia in Sicilia.

 

Tra gli arrestati figura anche l'amministratore delegato della società, Mario Colombini, di 62 anni, accusato di truffa, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e intestazione fittizia di beni, con l'aggravante di avere agevolato l'attività di Cosa nostra. I provvedimenti, che interessano altri tre dirigenti dell'impresa, sono stati firmati dal gip Giovambattista Tona, su richiesta del procuratore aggiunto Renato Di Natale e del pm della Direzione distrettuale antimafia, Nicolò Marino.

 

Secondo gli inquirenti, la Calcestruzzi avrebbe proceduto, non solo nella provincia di Caltanissetta e in Sicilia, ma anche su tutto il territorio nazionale, alla creazione di fondi neri, ''da destinare - secondo l'accusa - quantomeno in Sicilia, alla mafia''. L'azienda avrebbe fornito calcestruzzo di qualità inferiore a quello richiesto dalle imprese che eseguivano appalti pubblici. Questo sistema, per gli inquirenti, sarebbe stata ''una strategia aziendale della Calcestruzzi, adottata su scala nazionale e gestita a mezzo, anche, del sistema informatico, con la consapevolezza dei vertici aziendali".

 

L'inchiesta, che già nei mesi scorsi aveva portato ad altri arresti di dipendenti della Calcestruzzi, è supportata da riscontri documentali acquisiti durante le perquisizioni effettuate negli stabilimenti siciliani e negli uffici della direzione di Bergamo. Inoltre vi sono accertamenti tecnici effettuati sulle opere edilizie realizzate con il calcestruzzo fornito e le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

 

Alla vigilia dello scorso Natale la Calcestruzzi aveva deciso, in via cautelativa, la sospensione delle attività in Sicilia. Tutto nasceva da ''verifiche interne messe in atto, a seguito delle indagini della procura di Caltanisetta in taluni impianti di betonaggio in Sicilia - sosteneva l'azienza in una nota del 23 dicembre scorso - hanno individuato alcune irregolarità che sono state denunciate da Calcestruzzi alla magistratura e che hanno indotto l'azienda a sospendere l'attività nell'isola''.

 

Il gip del tribunale di Caltanissetta, inoltre, ha ordinato il sequestro della Calcestruzzi. I carabinieri e la guardia di finanza hanno eseguito il provvedimento, che riguarda beni materiali e immobili della ditta e il suo capitale sociale, e ancora le strutture informatiche in uso dalla società. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 600 milioni di euro.

 

La Calcestruzzi è presente su tutto il territorio nazionale con 10 direzioni di zona, 250 impianti di betonaggio, 23 cave e 21 impianti di selezione di inerti. Fa parte del gruppo Italcementi, quinto produttore di cemento a livello mondiale ed il principale operatore nel bacino del mediterraneo.










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