NAPOLI, 7 febbraio 2008 - IL GIORNO DOPO è un coro di smentite. Di fotocopie di dichiarazioni dei redditi recapitate ai giornali, di conferenze stampa e di dichiarazioni: quei compensi erano decisi da un decreto del governo. Ha fatto gridare allo scandalo l’accusa dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sileo nell’udienza preliminare per il processo per il ciclo dei rifiuti in Campania. I pm erano andati giù pesanti.
L’emergenza rifiuti come sistema per elargire superstipendi. Subcommissari retributi con cifre astronomiche: 8-900mila euro l’anno per Facchi e Paolucci, addirittura 1 milione e 50mila euro per Vanoli. E ieri le repliche sono state a tono. A partire dal Governatore Bassolino, del quale anche ieri Mara Carfagna (Forza Italia) e Francesco Pionati (Udc) hanno chiesto le dimissioni.
«IO — HA replicato l’ex sindaco, ex commissario e ora presidente della regione Campania — non c’entro niente. Io non ho preso neanche un centesimo di euro, come Catenacci dice e conferma. Le ordinanze sugli stipendi dei subcommissari venivano fatte dai ministri dell’Ambiente, di centrodestra e di centrosinistra. Le cifre sono lontanissime da quelle che hanno letto oggi milioni di italiani sui giornali e hanno sentito per televisione. Com’è possibile che si lancino accuse, in aule importanti, su dati completamente sballati?».
A TONO anche i subcommissari. «I miei compensi — ha detto Raffaele Vanoli — sono stati di ben sette volte inferiori alle cifre riportate dalla stampa. Quella ripresa dai pm nasce da una comunicazione del prefetto Catenacci corretta successivamente da lui stesso con una lettera dalla quale risulta che dal 23 marzo 1999 al 3 giugno 2004 ho percepito in totale 788.766 euro lordi, pari a 99.769 euro l’anno». E rispetto a milione e 50mila euro fa la sua differenza.
«IN POCO più di 4 anni — conferma il subcommissario Giulio Facchi — ho percepito 90mila euro lordi ognuno». «Il mio reddito lordo — osserva da parte sua l’ex subcommissario Massimo Paolucci — è stato di 85mila euro nel 2002, di 131mila euro nel 2003 e di 20mila, più 34mila di arretrati, nel 2004».
A confermare quanto affermano, c’è l’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti di Natale Monsurrò, dirigente dell’Ispettorato generale di finanza. «Nel 2001 — spiega Monsurrò — il compenso del subcommissario Vanoli ammontava a 93.172 euro netti, quello di Paolucci a 79.444 netti, quello di Facci a 93.173 netti: complessivamente questi compensi hanno influito nel 2001 per un onere di 698mila euro lordi, salito a 1 milione e 140mila euro nel 2003. Dopodiché lo stipendio dei subcommissari è stato parametrato a quello dei consiglieri regionali, cioè circa 100mila euro netti».
MENTRE LE polemiche impazzano, ieri a Ferrandelle è finalmente iniziato lo sversamento: d’ora in poi il sito riceverà mille tonnellate al giorno. E per De Gennaro è un primo tassello che va al suo posto.
di Alessandro Farruggia
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