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Cronaca

RISCHIO AMBIENTALE

Nave in fiamme in Adriatico:
"E' una bomba ecologica"

Il cargo turco in rotta verso Trieste ha preso fuoco al largo della Croazia. Dovesse esplodere, la marea nera si riverserebbe verso le coste adriatiche Commenta

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LA NAVE CARGO IN FIAMME IN ADRIATICO  TRIESTE, 7 febbraio 2008 - ‘UN ADRIYATIK’, cargo turco in rotta verso Trieste, ha preso fuoco al largo di Rovigno, vicino alle acque territoriali croate, rischiando di affondare ed esplodere. La richiesta di Sos è stata lanciata poco dopo le 5 di ieri, per un incendio di cui non si conoscono ancora le cause. Un traghetto greco diretto a Venezia ha salvato i 31 a bordo (22 dell’equipaggio e 9 passeggeri).

La nave greca è quindi ripartita per Venezia, dove è giunta alle 11. Cinque i feriti, tutti con lievi lesioni. «L’impatto ambientale è terribile: si tratta di una piccola bomba ecologica», dice Silvio Greco dell’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare: la nave trasporta 800 tonnellate di carburante, 50 tonnellate di diesel marino, 202 Tir e 9 tonnellate di carico pericoloso ed esplosivo.

 

Dovesse esplodere, la marea nera si riverserebbe verso le coste adriatiche. Allertata la Protezione civile. Ieri sera la nave era ancora in fiamme. Intanto sono attesi da Turchia, Gran Bretagna e Olanda tecnici specializzati per affrontare l’emergenza, tra cui anche quelli della Smith, società olandese chiamata nel 200 per il recupero del Kursk, sottomarino nucleare russo, in cui muorirono 118 uomini.

 

Ha continuato a bruciare per tutta la notte nelle acque antistanti le coste croate il traghetto turco 'Und Adriyatik' che percorre l«autostrada del marè Trieste-Istanbul, la più importante del Mediterraneo. L'incendio a bordo dell'unità - di proprietà della società armatrice turca Un ro-ro Istanbul - è esploso per cause sconosciute divampa da ieri mattina. Tutti gli uomini che si trovavano a bordo sono in salvo.

Nei serbatoi della nave - ferma a 15 miglia nautiche tra Pola e Rovigno - ci sono circa 850 tonnellate di idrocarburi (800 di fuel oil per alimentare i suoi motori e 50 di diesel marino) e finora ogni ipotesi di esplosione e di disastro ambientale non vengono escluse, ove si pensi che il gigantesco scafo (è lungo 193 metri) affondando verserebbe tutto il suo carico (composta anche da 202 Tir con i serbatoi pieni di gasolio) in mare.

Le fiamme stanno divampando altissime con un denso fumo che si eleva sopra la nave che ha raggiunto una pericolosa temperatura. Sul posto stanno operando rimorchiatori della Capitaneria di Fiume (Croazia) e quelli dei Vigili del fuoco che scaricano assieme a un Canadair montagne di acqua e di schiumogeno sullo scafo per raffreddarlo e abbassare i rischi di esplosioni. Da ieri sera sul posto ci sono anche i supertecnici inviati dalla società armatrice e quelli della compagnia assicuratrice dello scafo, partiti nel pomeriggio dall' Olanda.

La società olandese interpellata è la 'Smith' la stessa che nel 2000 entrò in azione per tentare di recuperare il 'Kursk', il sommergibile nucleare russo all'interno del quale morirono 118 uomini dell'equipaggio. Per il momento comunque il traghetto turco non sta affondando, ma il pericolo alto. Certo è che in caso di disastro - hanno valutato i tecnici - gli idrocarburi potrebbero arrivare nell'arco di sei giorni sulle coste italiane, nella zona di Ravenna. I 22 uomini dell'equipaggio e i nove passeggeri (tutti autisti turchi) hanno abbandonato il traghetto e si sono posti in salvo su una motonave greca che li ha soccorsi e li ha trasportati a Venezia dove quattro di loro sono stati ricoverati in ospedale per ustioni.

La direzione generale di Arpa Emilia-Romagna ha assicurato il monitoraggio costante delle acque emiliano-romagnole con un proprio battello, mentre il Dipartimento della protezione civile è in stretto contatto con le autorità di Zagabria.

  • 07/02/2008 09:10

    pecoraro dove sei??? verdi all'attacco!!! difendiamo l'ambiente pecoraro...che facciamo come la monnezza??? dai ,datti da fare...
  • 07/02/2008 10:38

    E dovremmo fare bere l'acqua ai responsabili... e smettere di utilizzare tali mezzi per trasportare m...
  • 07/02/2008 12:19

    Non si conoscono ancora le cause dell'incendio, ma tali incidenti sono purtroppo all'ordine del giorno. La sicurezza del traffico marittimo e' andata sempre peggiorando. Con qualunque carretta, purche' galleggi, si puo' andare e venire dove si vuole. I controlli e la sorveglianza a terra sono quasi inesistenti e a bordo dei grossi carghi l'equipaggio e' cosi' ridotto in numero e competenza da non poter occuparsi dei dispositivi di sicurezza, che sono automatizzati ma spesso non funzionanti. Perche' non si adottano per il traffico marittimo strette regole e controlli come per quello aereo?
  • Sono presenti 3 commenti
 

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