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Cronaca

GIUDICE DI PACE

Distrugge la casa dell'ex: prosciolta
La donna non risulta ancora separata

Inarrestabile e non punibile la furia di una moglie tradita che è stata prosciolta dal giudice di pace nonostante abbia distrutto la casa del marito

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Donna violenza Rimini, 12 febbraio 2008 - Gli ha distrutto la casa e ha fatto a pezzi tutti i suoi vestiti, sfregiandoli all’altezza del cuore. Dove lui l’aveva ‘colpita’. Inarrestabile e non punibile, la furia di una moglie tradita che qualche giorno fa è stata prosciolta dal giudice di pace, nonostante il ‘massacro’. Il suo difensore, Roberto Brancaleoni, aveva infatti sbandierato quell’articolo del codice penale, dove si dice che i reati patrimoniali tra coniugi, se non connotati da violenza alla persona, non sono, appunto, punibili. E loro vivevano sì in case diverse, ma la separazione non era ancora stata pronunciata.

 

I fatti risalgano all’estate del 2005, quando i due, sposati già da diversi anni, decidono che è il momento di prendere strade diverse. Lui, architetto, resta nell’appartamento dove hanno vissuto insieme, lei se ne va altrove. Chiedono la separazione, e la stanno ancora aspettando, quando la donna viene a sapere del tradimento. Ce l’aveva prima e ce l’ha ancora. Fuori di sè, fa il ‘conto’ delle bugie, delle scuse, dei «separiamoci da buoni amici», in un crescendo di rabbia e dolore che trovano un’unica strada: la vendetta.

 

Se non può distruggere lui, realizza, farà a pezzi la sua bella casa e i suoi vestiti firmati. Così, un pomeriggio, utilizzando le vecchie chiavi, entra nell’appartamento che hanno diviso per anni. Si sente via via sempre meglio, mentre spacca tavolini e poltrone, sfregia parquet, sfonda lampade e lampadine (anche quelle del bagno) a suon di tacchi a spillo e sfregia a coltellate ogni singolo capo di abbigliamento che taglia esattamente all’altezza del cuore. Tanto perchè lui capisca il messaggio. Quando non c’è più niente di intero, se ne va, esausta ma con il morale alle stelle.

 

L’ex apre la porta e quasi ci resta secco. Ripresosi dallo choc, fa un paio di domande ai vicini e scopre che l’autrice è la sua ex moglie. Vola dai carabinieri e la denuncia per danneggiamento aggravato. Questa volta, è sicuro, la pagherà cara, e le chiede un risarcimento di 15mila euro. Ma qualche giorno fa arriva la nemesi. Al momento del massacro, la ex non era abbastanza ex: non luogo a procedere. 
 

Alessandra Nanni

 

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