Reggio Calabria, 13 febbraio 2008 -
Undici bambini di una scuola materna e la loro maestra sono rimasti per circa sei ore ostaggio di un giovane che protestava per denegata giustizia. Cristian Familiari, 32 anni, appartenente ad una famiglia di artigiani della lavorazione del marmo, alle 9,15 di questa mattina ha fatto irruzione dell'asilo 'Girotondo', di via Bolzano, nel territorio della circoscrizione 'Ferrovieri - Stadio' a Reggio Calabria ed ha preso in ostaggio quanti in quel momento si trovavano nella struttura.
Per rendere più credibile la protesta, il giovane impugnava un taglierino. Il terrore è stato l'elemento caratterizzante di una mattina e di parte del pomeriggio per tante famiglie dello città dello Stretto che, mai prima d'ora, avevano vissuto un'esperienza così drammatica. Sul posto si sono portate subito le forze di polizia che hanno circondato al zona. Davanti all'entrata della scuola materna, tra i primi ad accorrere il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, il procuratore della Repubblica Franco Scuderi, il Questore ed altre personalità pubbliche, familiari, parenti e conoscenti di Familiari.
Una protesta dura quella del trentaduenne originario di Bova Marina, centro della fascia ionica della provincia reggina. Il giovane, come egli stesso ha detto davanti alle telecamere ferme fuori dall'asilo ed a debita distanza, si è reso protagonista del grave fatto perchè da 18 anni attende di vedersi riconosciuto, assieme agli altri componenti della sua famiglia, un diritto legato all'esproprio di un terreno, utilizzato poi per realizzare una variante stradale, situato davanti ad uno dei due laboratori artigianali per la lavorazione del marmo.
Per ore i tentativi del sindaco, del procuratore e di altre persone sono falliti. Poi l'intervento di un cugino, dopo alcune ore di trattative, ha registrato la liberazione del primo bambino. Subito dopo un altro ancora, fino alla liberazione di cinque bambini che hanno potuto così riabbracciare i genitori rimasti fuori della scuola in preda all'ansia. Nel primo pomeriggio, all'interno della scuola materna gli ostaggi si erano ridotti a sei bambini ed alle maestra.
Altre lunghe trattative, poi l'intervento di un appuntato dei carabinieri, Giuseppe Monelli, in servizio presso il comando provinciale, ha vinto l'ultima resistenza di Cristian Familiari, le cui condizioni psico-fisiche erano ormai ridotte al minimo.
È bastato un momento di desistenza e la polizia, da due diversi punti, è entrata nelle due aule bloccando il giovane. Contemporaneamente ai poliziotti nell'asilo è entrato il sindaco Giuseppe Scopelliti che è stato il primo a soccorrere i bambini e dopo averne preso uno in braccio lo ha portato in salvo. L'esempio del primo cittadino è stato seguito da altre perone.
Il dramma si è concluso alle 15,15. Il giovane è stato arrestato, mentre, durante l'occupazione e subito dopo la liberazione degli ostaggi, i genitori dei piccoli hanno violentemente protestato all'indirizzo di Familiari. Per fortuna si è trattato solo di una brutta esperienza, soprattutto per i bambini che, per molte ore hanno continuato a giocare nonostante la presenza di un estraneo che tuttavia non ha inteso minimamente fare del male agli undici ospiti dell'asilo 'Girotondo'.