Roma, 15 febbraio 2008 - Sistemi Gps, antenne, laptop, software per la localizzazione, rilevatori di posizione, cimici e apparecchi di intercettazione telefonica: tutto questo per seguire, pedinare e controllare l'ex moglie che l'aveva abbandonato. E G.P., ingegnere romano 55enne, a questo proprio non si poteva rassegnare.
Una relazione finita, due case e vite ormai separate ma la donna, 47 anni, si trovava di fronte all'improvviso l'ex marito in qualsiasi parte di Roma si recasse e l'incontro non era mai cortese: la donna ha infatti denunciato aggressioni verbali e fisiche. Non solo, nella denuncia alla polizia la donna ha raccontato che l'ex coniuge conosceva tutte le conversazioni che lei aveva avuto dal telefono della propri abitazione, dove il marito non abitava più da tempo.
Sulla base della segnalazione gli agenti della polizia di Stato hanno denunciato l'ingegnere con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, molestie, interferenze illecite nella vita privata.
Le perquisizioni nello studio, nelle auto e nella nuova casa dell'uomo hanno rivelato un arsenale elettronico da spia professionista: Gps, antenne, pc portatili, software per localizzazioni, un piccolo contenitore di plastica con rilevatore di posizione dotato di calamita che veniva applicato sotto l'auto della ex moglie.
Sui computer erano state inoltre diligentemente archiviate le registrazioni di conversazioni telefoniche e i file ricavati dal Gps con gli spostamenti della donna, compresi di latitudine e longitudine.
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