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Cronaca

PEDOFILIA CHOC IN SICILIA

Il pizzaiolo: "E' stato raptus, l'ho violentata"
Il criminologo: "Castrazione chimica"

Arrestato venerdì per aver stuprato una bimba di 4 anni, nel 2004 era già stato in carcere per violenza su altre tre bambine, dal 2005 era 'fuori', solo con l'obbligo di firma

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Bambini vittime di abusi Agrigento, 18 febbraio 2008 - Il gip del Tribunale di Agrigento Walter Carlisi ha convalidato il fermo di Vincenzo Iacono, il pizzaiolo di 45 anni accusato di avere abusato di una bimba di 4 anni. All'interrogatorio hanno assistito il legale di Iacono, Raimondo Cipolla e il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Adriano Scudieri, il pm che ha firmato il provvedimento di fermo eseguito venerdì scorso dai carabinieri di Agrigento.

Secondo quanto si è appreso l'uomo avrebbe fatto delle ammissioni. Iacono resta dunque in carcere. Iacono era stato arrestato nella notte tra venerdì e sabato dai carabinieri con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una bimba di 4 anni. L'uomo, che nel 2004 era già stato arrestato per violenza nei confronti di una bimba di di 11 anni e di due gemelline di 8 anni, era stato scarcerato nel 2005 ed era sottoposto all'obbligo di firma pur avendo subito una condanna in prima grado a sei anni e quattro mesi di reclusione.

 

 L'uomo secondo quanto emerso dalle indagini avrebbe chiesto alla donna di portare con sè la bambina per recarsi dai carabinieri. Poi ha consumato il suo terribile gesto. È stata la madre della piccola a denunciare l'accaduto ai carabinieri dopo che la bimba tra le lacrime le ha raccontato tutto. Gli esami medici hanno confermato le lesioni sulla bambina. L'uomo era stato prelevato dalla sua abitazione su provvedimento di fermo firmato dal sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Adriano Scudieri.

 

LA CONFESSIONE

''E' stato un raptus e l'ho violentata''. Ecco le parole del 45enne nel corso delle 3 ore e mezzo d'interrogatorio. L'uomo ha anche raccontato i particolari che gli inquirenti definiscono ''raccapriccianti''. Ora rimane in isolamento in carcere per evitare che possa essere vittima di violenze da parte di altri detenuti.

 

IL CRIMINOLOGO

"Iacono è un malato, non guarirà mai se non lo si cura adeguatamente, e cioè con la castrazione chimica. Sono stanco di ripeterlo da 20 anni". Sbotta così il criminologo e psichiatra Francesco Bruno, nel commentare la vicenda di Agrigento, l'ennesimo caso di recidività di un pedofilo che, scarcerato, commette altri stupri a danni di bambini. "Possono dargli anche trent'anni - spiega Bruno - ma quando uscirà farà altri danni. Perchè quell'uomo è un criminale, ma è soprattutto un malato, con un impulso patologico che lui stesso non può controllare, e va curato nel suo stesso interesse".

 Il metodo più sicuro, sottolinea Bruno, è la castrazione chimica, "ma nessuno ha il coraggio di farla, hanno paura. Chiesi all'allora ministro Castelli di fare una circolare per chiarire che è un metodo che va utilizzato quando possibile, e lui mi rispose 'fossi mattò. Nessuno vuole prendersi la responsabilità delle possibili polemiche, le amministrazioni non comprano i farmaci necessari, i medici non li usano, il Ministero della Giustizia non fa chiarezza: sono loro i veri responsabili, non il giudice che ha scarcerato Iacono e i tanti altri come lui".

 Anche a chi la chiede insistentemente per sè stesso la castrazione chimica viene negata: «Ho seguito un caso drammatico - racconta Bruno - di un giostraio di Reggio Emilia, pedofilo, che si era reso conto che per avere una vita decente doveva essere curato, e per anni ha chiesto la castrazione chimica per poi tentare di rifarsi una vita. È morto in carcere, malato come prima».










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