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Cronaca

IL GIALLO DI GARLASCO

"Alberto ha lavorato alla sua tesi
proprio mentre aggredivano Chiara"
Nessuna traccia di foto pedofile

E' la conclusione cui sono giunti i periti informatici ingaggiati dai difensori di Stasi: "Il racconto di Alberto era vero, ci sono quattro pagine in più rispetto all'elaborato della sera prima"

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Chiara Poggi, ragazza uccisa a Pavia Milano, 18 febbraio 2008 - Secondo la perizia informatica depositata dalla difesa in procura a Vigevano, Alberto Stasi avrebbe lavorato sulla sua tesi di laurea tra la sera del 12 e la mattina del 13 agosto, giorno in cui è stata uccisa la sua fidanzata Chiara Poggi.


Secondo la perizia emergerebbe che la sera del 12, prima dell'ora di cena, l'elaborato era di 151 pagine mentre, al momento della chiusura del pc, da parte dei carabinieri, il 14 agosto mattina le pagine erano 155.

 

"Abbiamo cercato di dare un contributo oggettivo alla ricostruzione dei fatti - ha spiegato il professor Angelo Giarda, uno dei difensori di Stasi - soprattutto per dimostrare che il racconto di Alberto era vero e che l'elaborato della tesi è stato arricchito proprio nei momenti in cui la ragazza veniva aggredita".

 

Dalla perizia tecnica informatica è poi risultato che nei due hard disk consegnati alla difesa di Alberto Stasi nell'ambito dell'indagine avviata in parallelo a quella sull'omicidio di Chiara Poggi, non è stata trovata alcuna fotografia o filmato di natura pedopornografico. 
Utilizzando le sigle indicate dall'accusa nell'invito a comparire fatto avere al giovane, l'esperto informatico nominato dai difensori di Stasi non sarebbe riuscito a fare emergere alcuna foto 'pedopornografica'.










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